L’Italia è un tesoro di prodotti DOP e IGP con ben 330 denominazioni censite dal Ministero dell’Agricoltura. Ma quali di questi prodotti riescono a mantenere viva l’attenzione del pubblico? Un recente studio ha analizzato l’andamento delle ricerche online su 99 prodotti DOP e IGP italiani tra il 2016 e il 2026, rivelando dati sorprendenti.
Tra i prodotti in crescita, spicca il Prosciutto di Carpegna DOP una specialità legata al borgo di Carpegna, in provincia di Pesaro e Urbino. Negli ultimi dieci anni, l’interesse online per questo prodotto è aumentato del 28%, facendone la denominazione marchigiana con la crescita maggiore tra quelle analizzate. Un risultato in controtendenza rispetto al quadro nazionale, dove 62 dei 99 prodotti DOP e IGP hanno registrato un calo dell’interesse online.
I prodotti in crescita: Gorgonzola, Pecorino Romano e Fiore Sardo
Tra i prodotti che hanno registrato la maggiore crescita di interesse online, spiccano alcuni formaggi tradizionali. Il Gorgonzola tipico della Lombardia ma prodotto anche in Piemonte, ha registrato un incredibile aumento del 1.531% nelle ricerche online. Anche il Pecorino Romano prodotto principalmente in Sardegna, ha visto un aumento del 92%, mentre il Fiore Sardo un altro formaggio sardo, ha registrato un incremento del 64%.
Questi dati mostrano come i formaggi italiani continuino a suscitare grande interesse, con il Gorgonzola che si distingue per la sua crescita esponenziale. Il Gorgonzola è il secondo formaggio DOP per produzione, con oltre 4,5 milioni di forme all’anno, e la sua caratteristica venatura verdognola lo ha reso riconoscibile in tutto il mondo.
Il declino di Mortadella, Bresaola e Speck
Non tutti i prodotti tradizionali italiani stanno vivendo una fase di crescita. Alcuni affettati, come la Mortadella Bologna la Bresaola della Valtellina e lo Speck Alto Adige hanno registrato un calo significativo dell’interesse online, con una diminuzione del 80% per Mortadella e Bresaola e del 79% per lo Speck. Questo declino potrebbe essere dovuto a un cambiamento nelle abitudini alimentari, con una riduzione del consumo di grassi animali.
La Mortadella Bologna, un prodotto tradizionale emiliano, ha visto le ricerche mensili passare da 5.941 nel 2016 a 1.206 nel 2026. Anche la Bresaola della Valtellina, un affettato magro tipico della Valtellina, ha registrato un calo dell’80%, mentre lo Speck Alto Adige, un salume aromatizzato e affumicato del Trentino Alto Adige, ha visto un calo del 79%.
Gli oli d’oliva, i grandi sconosciuti del web
Tra i prodotti meno conosciuti online, spiccano gli oli d’oliva DOP. Alcuni oli, come l’olio Molise e l’olio Umbria hanno registrato solo poche decine di visite mensili nel 2026. L’olio Molise, ad esempio, ha avuto solo 22 visite di media al mese, mentre l’olio Umbria non ha nemmeno una pagina Wikipedia in italiano.
Questo fenomeno non è limitato a poche regioni. Dei 16 prodotti che hanno meno di 100 collegamenti al mese di media, ben 12 sono oli d’oliva. Tra questi, l’olio Dauno della Puglia, l’olio Cilento della Campania e l’olio Bruzio della Calabria hanno registrato meno di 100 visite mensili nel 2026.
Questi dati rivelano una tendenza preoccupante: molti prodotti tradizionali italiani stanno perdendo interesse online, mentre altri riescono a mantenere viva l’attenzione del pubblico. Il Prosciutto di Carpegna DOP con la sua crescita del 28%, è un esempio positivo di come un prodotto tradizionale possa conquistare il web.



