9 Ottobre 2026 ☁ 23°

Primo intervento: cosa fare prima dell’arrivo dei soccorsi

I primi minuti contano: ecco come mettere in sicurezza, chiamare correttamente i soccorsi, evitare errori e formarsi con corsi certificati nelle Marche.

Primo intervento: cosa fare prima dell’arrivo dei soccorsi

Pronto soccorso significa intervenire in modo ordinato e sicuro nei primi minuti di una emergenza sanitaria fino all’arrivo dei professionisti. In questo arco di tempo, poche azioni ben eseguite possono fare la differenza tra un peggioramento e una stabilizzazione. L’obiettivo è semplice: proteggere, allertare, assistere senza rischi inutili, seguendo indicazioni chiare e universali.

È rilevante perché, generalmente, i primi cinque minuti determinano l’evoluzione di molte condizioni critiche. Un soccorritore laico preparato sa identificare i pericoli, attivare il sistema di emergenza e prestare un supporto essenziale. Questo articolo illustra i principi chiave, spiega come comunicare con la centrale, elenca cosa evitare e indica risorse per corsi certificati nelle Marche.

La trattazione segue tre passaggi: mettere in sicurezza e chiamare, valutare rapidamente le funzioni vitali, fornire aiuto mirato senza superare le proprie competenze. Sono inclusi esempi classici (arresto cardiaco, soffocamento, emorragie, ustioni e traumi) e indicazioni per formarsi in modo strutturato.

Mettere in sicurezza e attivare i soccorsi

Il primo gesto è garantire la sicurezza della scena fermarsi, osservare e ridurre i rischi per sé, per la persona e per i presenti. Pericoli tipici sono traffico, elettricità, fumo, caduta di oggetti, sostanze pericolose. Se presente, delimitare con triangoli, luci, persone avvisate; se l’area è instabile, allontanare solo se strettamente necessario e senza esporsi. Quindi, attivare i soccorsi chiamare il 112 (Numero Unico Europeo) o, dove previsto, il 118 per emergenze sanitarie. Usare il vivavoce permette di assistere mentre si parla con l’operatore.

La regola pratica è “Proteggi–Allerta–Assisti”. Proteggere significa non diventare vittime; allertare vuol dire contattare subito la centrale; assistere implica fornire solo manovre sicure e indispensabili, preferibilmente sotto guida telefonica. In presenza di più persone, delegare compiti: uno chiama, un altro recupera un DAE (defibrillatore), un terzo gestisce lo spazio. Evitare affollamenti: servono aria, luce e ordine per consentire l’intervento.

Numeri utili e come descrivere l’emergenza al telefono

Comporre 112 consente di essere indirizzati al servizio competente; per l’emergenza sanitaria la chiamata viene instradata alla centrale medica (in molte aree coincide con il 118). Parlare con calma, rispondere alle domande e non chiudere la chiamata finché l’operatore non lo indica. Tenere il telefono disponibile per richiami.

Schema di comunicazione chiaro:

  • Luogo preciso indirizzo, incroci, punti di riferimento, accessi, eventuali cancelli o citofoni.
  • Cosa è successo dinamica essenziale (malore, caduta, impatto, ustione, soffocamento).
  • Quante persone coinvolte e stato apparente (cosciente, respira, sanguina, dolore intenso).
  • Rischi presenti traffico, fumo, corrente, gas, incendio, acqua, animali.
  • Identità del chiamante e numero richiamabile; mantenere la linea aperta.

Se disponibile, attivare la geolocalizzazione del dispositivo: è spesso utile per il tracciamento. Seguire le istruzioni dell’operatore, che fornirà indicazioni in tempo reale su manovre e priorità. In caso d’incertezza, chiedere conferma prima di agire.

Valutazione rapida: coscienza, respiro, emorragie

Avvicinarsi, presentarsi e valutare la coscienza con stimoli verbali e tattili. Se la persona risponde, rassicurarla, monitorare e prevenire il peggioramento. Se non risponde, chiedere aiuto ad alta voce. Aprire le vie aeree con lieve estensione del capo e sollevamento del mento, quindi controllare il respiro osservando il torace e ascoltando per pochi secondi. Se respira e non si sospetta trauma, porla in posizione laterale di sicurezza e controllare periodicamente.

Subito dopo, cercare sanguinamenti: un’emorragia massiva richiede compressione diretta decisa e continua sulla ferita con garze o tessuto pulito. Se necessario, aggiungere strati senza rimuovere quelli imbevuti. Se presente un laccio emostatico e si è addestrati, applicarlo seguendo le istruzioni. Mantenere il calore corporeo con teli o vestiti asciutti per prevenire il peggioramento.

Interventi mirati nei casi più tipici

Arresto cardiaco se non c’è respiro normale, avviare subito compressioni toraciche energiche al centro del torace, seguendo le istruzioni telefoniche e le indicazioni del DAE se presente. Alternare compressioni e ventilazioni solo se addestrati; in caso contrario, proseguire con compressioni continue fino al cambio soccorritore, all’arrivo dei professionisti o alla ripresa di segni di vita. Il DAE guida con messaggi vocali: accenderlo appena disponibile.

Soffocamento se la persona tossisce e respira, incoraggiare la tosse e non colpire inutilmente. Se la tosse è inefficace e il respiro compromesso, applicare colpi tra le scapole e compressioni addominali se si è formati, alternando secondo le indicazioni della centrale. Nei bambini e lattanti le manovre hanno varianti specifiche: attenersi alle istruzioni telefoniche e alla formazione ricevuta.

Traumi limitare i movimenti, specialmente del collo. Non rimuovere oggetti conficcati e non cercare di riallineare fratture esposte. Supportare l’arto in posizione antalgica con imbottiture morbide senza stringere. In caso di sospetta lesione della colonna, evitare di spostare, mantenere la testa allineata e monitorare respiro e stato.

Ustioni raffreddare la zona con acqua potabile a temperatura ambiente per un periodo sufficiente, evitando ghiaccio o creme. Rimuovere delicatamente solo indumenti non aderenti; se il tessuto è appiccicato, lasciarlo e coprire con materiale sterile non adesivo. Proteggere dall’ipotermia e osservare eventuali segni di peggioramento.

Errori da evitare, sempre

Ci sono azioni che, tipicamente, peggiorano la situazione: non somministrare farmaci senza indicazione dell’operatore o conoscenza certa della storia clinica; non dare da bere o da mangiare a persone con alterazione della coscienza; non spostare un traumatizzato se non per un pericolo immediato; non rimuovere corpi estranei dalle ferite; non interrompere compressioni toraciche e controllo emorragico senza motivo. Evitare di coprire con materiali non sterili le ferite profonde e di applicare sostanze casalinghe sulle ustioni.

Anche la gestione emotiva conta: parlare con voce calma, spiegare cosa si sta facendo, proteggere la privacy e limitare i curiosi. Delegare compiti semplici (aprire il portone, guidare i soccorsi, recuperare documenti) ai presenti aumenta l’efficacia. Ricordare che ogni passo deve rientrare nelle proprie competenze e, quando possibile, essere guidato dalla centrale.

Formarsi nelle Marche: dove trovare corsi certificati

La differenza la fa l’addestramento. Nelle Marche, corsi certificati di primo soccorso e rianimazione cardiopolmonare sono regolarmente organizzati dal Comitato Regionale Marche della Croce Rossa Italiana e dai Comitati territoriali, dalle associazioni di ANPAS Marche (Pubbliche Assistenze) e dalla Federazione regionale delle Misericordie. Percorsi BLS, BLSD e disostruzione sono inoltre promossi dal Italian Resuscitation Council attraverso centri accreditati presenti sul territorio regionale.

Ulteriori iniziative possono essere proposte dalle Aziende Sanitarie Territoriali da enti di Protezione Civile e da realtà aziendali e scolastiche. La scelta migliore è contattare i comitati o le sedi locali, verificare i calendari, i requisiti e la certificazione rilasciata. Ripetere periodicamente la formazione e l’uso del DAE aiuta a mantenere manovre efficaci e sicure, trasformando i primi cinque minuti in un aiuto concreto e competente.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Ancona adesso

ULTIMO SISMA
M 1.5
5 km NE Norcia (PG) · 5 ore fa
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 9 Ottobre