Un nuovo capitolo si apre per il movimento repubblicano italiano. Il 26 giugno 2026, nella città di Jesi, è stato firmato un accordo storico che sancisce la riunificazione tra il Partito Repubblicano Italiano (PRI) e il Movimento Repubblicani Europei (MRE). Questo evento segna la fine delle divisioni nate in seguito al congresso di Bari del 2001 e rappresenta un ritorno alle comuni radici ideali.
La cerimonia di firma ha visto la partecipazione di importanti esponenti dei due movimenti, tra cui il segretario nazionale del PRI, Corrado De Rinaldis Saponaro e la segretaria nazionale dell’MRE, Luciana Sbarbati. Tra i presenti anche Eugenio Fusignani segretario regionale del PRI in Emilia-Romagna, e Giuseppe Gambioli segretario regionale PRI delle Marche.
Le basi dell’accordo: valori e prospettive
Il documento programmatico firmato a Jesi delinea una proposta politica che coniuga storia e innovazione. I pilastri dell’intesa si fondano sul recupero dei valori laici del repubblicanesimo con un forte accento sulla laicità dello Stato il merito una vocazione europea e una visione sociale che lega diritti e doveri.
“È stato un grande onore per me aver ricevuto il mandato dal Segretario nazionale del PRI per scrivere questo documento politico”, ha dichiarato Eugenio Fusignani. “Si tratta di un programma politico molto ambizioso ed europeista che ha trovato la convergenza della segretaria Luciana Sbarbati, alla quale mi lega un sentimento trentennale di stima politica e affetto personale.”
La visione per il futuro
Fusignani ha sottolineato l’importanza di utilizzare la bussola dei valori storici per governare la modernità e rispondere alle sfide del presente. “Non si tratta di guardare al passato con nostalgia, ma di rivendicare una cultura politica che mette al centro il merito, la laicità e la forte vocazione europea”, ha affermato.
Per attuare concretamente la riunificazione, l’accordo prevede l’istituzione di tavoli di ordinamento regionali. In Emilia-Romagna, ad esempio, l’organismo di coordinamento sarà composto da tre membri, di cui due indicati dal PRI e uno dall’MRE.
“Vogliamo rilanciare una proposta politica utile al Paese mettendo in campo storia e innovazione”, ha concluso Fusignani. “Adesso bisogna mettere una pietra sopra al passato e guardare avanti, insieme, con la forza delle nostre idee e la chiarezza della nostra identità.”
Il manifesto programmatico: principi e impegni
Il documento firmato a Jesi non è solo un accordo politico, ma un vero e proprio atto d’impegno che proclama un cammino comune per dare una nuova prospettiva politica alle aspettative del Paese e alle necessità dell’Europa. Il manifesto si fonda sul metodo rigoroso della Ragione applicata alla concretezza dello Stato, e rivendica l’attualità di un impegno politico che trae linfa vitale dal recupero consapevole di una grande storia ideale e culturale.
Tra i principi cardine del manifesto ci sono il primato della legge chiara una Pubblica Amministrazione non invasiva il ripristino della responsabilità e la laicità come impermeabilità istituzionale. Inoltre, il documento sottolinea l’importanza della filiera della conoscenza un nuovo patto per il lavoro nell’era digitale una sanità pubblica universale e la dignità e autodeterminazione delle persone.
Il manifesto affronta anche il tema della sicurezza integrata della legalità e della governance dei flussi migratori proponendo un radicale cambio di paradigma per affrontare queste sfide.



