La 48ma edizione del pellegrinaggio Jesi-Loreto è partita nella serata del 6 Giugno 2026 dal piazzale della chiesa di Sant’Antonio Abate a Jesi, segnando un appuntamento intenso di fede per tutta la diocesi jesina. L’uscita è avvenuta alle 20.45, dopo la messa officiata dal vescovo Paolo Ricciardi e concelebrata con don Paolo Ravasi e don Andrea Coacci. I pellegrini si sono raccolti attorno al versetto «la tua parola mi fa vivere (salmo 118,50)», elemento che ha dato il tono spirituale alla marcia notturna, vissuta come momento di preghiera, condivisione e riflessione.
Partenza, itinerario e tappe verificate
Dalla chiesa di Sant’Antonio Abate il gruppo si è mosso lungo il breve tratto di via Piandelmedicoproseguendo verso la rotatoria e imboccando via Minonna fino alla Sp 362 in direzione di Santa Maria Nuova. La prima sosta documentata si è svolta intorno alle 23.30 a Casenuove di Osimodove i partecipanti hanno fatto tappa per una breve preghiera sul sagrato. Il percorso totale coperto dagli aderenti è stato di 36 chilometri e 800 metridistanza che ha caratterizzato l’impegno fisico della notte e ha rimarcato la dimensione penitenziale e contemplativa del cammino.
Nella fase iniziale, prima della partenza, sono state compiute le consuete pratiche che accompagnano il pellegrinaggio: la consegna della Croce, la benedizione dei presenti e il gesto simbolico del saluto istituzionale. L’assessora Paola Lentiin rappresentanza dell’Amministrazione comunaleha rivolto ai partecipanti il tradizionale augurio di «buon cammino», mentre la Croce Biancasimbolo storico della manifestazione, è stata affidata al corteo che l’ha portata fino al Santuario della Santa Casa.
Messaggi religiosi e partecipazione della comunità
La celebrazione che ha preceduto la partenza è stata presieduta da Paolo Ricciardiil quale ha utilizzato l’omelia per richiamare alcuni motivi centrali del pellegrinaggio. Tra le frasi emerse, il vescovo ha affermato che «Andare verso Loreto significa riscoprire la casa del Signore», sottolineando il valore simbolico del cammino come luogo di incontro con la presenza divina. Ha inoltre invitato i fedeli a considerare il tragitto come una risposta a una chiamata positiva: «Il cammino indica la risposta a qualcosa di bello».
Nel corso dell’omelia è stata invocata anche una dimensione interiore di rinnovamento: «Che questo tempo notturno sia un tempo di purificazione interiore», parole che hanno scandito l’intento spirituale della marcia. Il riferimento all’eucarestia ha ribadito la centralità della presenza di Dio nel rito, elemento intorno al quale si è raccolta la comunità delle parrocchie di San Francesco di Paola e Divino Amorecoordinate nell’organizzazione da Franco Mercadante.
Numeri e arrivo a Loreto
La partecipazione alla 48ma edizione è stata consistente: al cammino hanno preso parte complessivamente 150 partecipantitra fedeli, sacerdoti e rappresentanti istituzionali. La lunga marcia notturna ha avuto come meta il Santuario della Santa Casa a Loreto: l’arrivo è previsto per la mattina successiva, con il gruppo che si fermerà in Piazza della Madonna sotto la scalinata della basilica per ricevere la benedizione e scattare la tradizionale foto di gruppo.
Il pellegrinaggio, concepito come esperienza collettiva di preghiera e condivisione, continua ogni anno a richiamare la comunità diocesana in uno degli appuntamenti più sentiti. La partecipazione massiccia e la scansione delle tappe confermano la natura consolidata di questa pratica devozionale che unisce impegno fisico e riflessione spirituale.
La serata del 6 Giugno 2026 ha quindi ribadito la continuità di una tradizione che fonde dimensione locale e religiosa: dalla partenza a Jesi alla tappa intermedia a Casenuove di Osimo, fino al traguardo la mattina successiva a Loreto, il percorso di 36 chilometri e 800 metri è stato percorso in spirito di comunità e con il sostegno delle parrocchie e delle istituzioni locali.


