Il 3 ottobre 1226 il piccolo frate di Assisi pose fine al suo cammino terreno. Ottocento anni dopo, a Mirabella Eclano, la sua memoria si è fatta viva con un programma che ha intrecciato preghieraarte e solidarietà. Parrocchia di Santa Maria Maggiore, Ordine Francescano Secolare e Pro Loco La Fenice hanno organizzato una serie di celebrazioni che hanno coinvolto l’intera cittadina, trasformando la piazza del Municipio in un palcoscenico di speranza e riflessione.
Il percorso storico del convento di San Francesco a Mirabella Eclano
Le radici del complesso conventuale si perdono nel primo decennio del XIII secolo: nel 1222 fu eretta la prima struttura, probabilmente destinata a ospitare i frati in transito da Assisi. La prima attestazione documentale risale al 1276, quando il convento già compariva nei registri locali. Durante il periodo angioino, tra il XIV e il XV secolo, furono aggiunte le tipiche finestre trilobate e la chiesa subì solo lievi danni nel terremoto del 1456, potendo così arricchirsi di opere d’arte nel Cinquecento, tra cui una tomba marmorea di Fabio Buonopane. Nel 1732 un nuovo sisma colpì la zona, ma i frati decisero di restaurare l’intero complesso, impresa che richiese ben ventisette anni e fu culminata nella consacrazione della chiesa il 25 novembre 1759 da Giuseppe Lancillotto, vescovo di Nola. Gli interventi successivi hanno preservato l’aspetto originale, aggiungendo elementi come l’obelisco in piazza e il coro ligneo, oggi oggetto di recente restauro.
Le celebrazioni dell’800° anniversario: fede, teatro e solidarietà
Il triduo di preparazione ha visto partecipare un coro corale di oltre cento voci, che ha intonato il Cantico delle creature poco prima dell’inizio della liturgia del transito. Il processo del pomeriggio, guidato dal vescovo, ha attraversato le vie del centro storico, culminando nella piazzetta antistante la chiesa di San Francesco, dove sono state allestite bancarelle di degustazione e giochi per i più piccoli. Parallelamente, il Teatro Comunale ha ospitato in ingresso gratuito lo spettacolo “La sapienza del Povero”, messo in scena dai Miro Performers; la rappresentazione, ricca di riferimenti al Vangelo, ha offerto una chiave contemporanea al messaggio di povertà e fraternità di San Francesco.
Spettacolo “La sapienza del Povero”
Il dramma ha alternato momenti di recitazione a performance musicali, usando un linguaggio «pop» capace di parlare a giovani e anziani. Gli attori hanno incarnato i fratelli francescani, mostrando come la semplicità possa diventare una risposta concreta alle sfide odierne di disuguaglianza e consumismo. Il pubblico, coinvolto in un dialogo interattivo, ha potuto collezionare simboli di pace, come piccole colombe di carta, da distribuire alla fine dello spettacolo.
Un gesto di generosità ha coronato la manifestazione: i figli di Guglielmo Bruno, scomparso l’anno precedente, hanno donato 8.000 euro per il rifacimento del coro ligneo della chiesa, garantendo così la continuità di una tradizione musicale che accompagna la cittadinanza da secoli.
Il messaggio di San Francesco nella società contemporanea
L’umanesimo di San Francesco, fondato sulla dignità della persona e sul rispetto per il creato, risuona ancora oggi con la stessa intensità. In un’epoca segnata da crescenti disparità salariali, precariato e da una retorica populista che premia l’applauso al potere anziché il bene comune, il santo ricorda che il lavoro deve essere remunerato “in base al lavoro, non all’autorità”. L’attuale panorama economico italiano, con bonus aziendali che superano gli stipendi dei dipendenti, mette in luce la coerenza di tale insegnamento.
Allo stesso modo, la fraternità proclamata da Francesco – dove nobili, contadini, ricchi e poveri si chiamano semplicemente fratelli – si oppone alle divisioni sociali che oggi frammentano le nostre città. La liturgia del transito ha sottolineato la necessità di una solidarietà reale: dalla preghiera collettiva al gesto concreto della donazione, la comunità di Mirabella Eclano ha dimostrato che la fede può tradursi in azione concreta, in linea con l’esortazione del santo a «cercare il bene comune e non l’applauso facile della folla».
Infine, l’amore per la natura che permeava gli insegnamenti francescani trova eco nella crescente attenzione verso l’ambiente. Le parole di Francesco, che definiva ogni creatura “sorella”, si confrontano con le attuali emergenze climatiche: la festa ha infatti promosso uno stand dedicato alla raccolta differenziata e alla tutela del territorio, ricordando che la tutela del creato è un dovere morale tanto quanto la preghiera.



