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Muro di via Sacripanti, 12 anni dopo, pronto per una nuova opera

Raffaele Paolucci propone di ridare al murales di via Sacripanti una veste nuova e più durevole.

Muro di via Sacripanti, 12 anni dopo, pronto per una nuova opera

Nel cuore del quartiere di via Sacripanti ad Ancona, una lunga parete di cemento raccontava da oltre un decennio la storia della città attraverso i colori della street art. Realizzato nell’ottobre del 2014, il murales era stato concepito come intervento di riqualificazione urbana, ma ora la sua presenza è quasi svanita, cancellata dalle intemperie e dal tempo.

Il progetto originale, denominato Re-Art! era stato lanciato nel da A2O, l’associazione giovanile anconetana, con il sostegno dell’assessorato alla cultura. Il concorso mirava a valorizzare zone “grigie” e a rischio degrado, affidando alla street art la missione di ridare vita a spazi dimenticati. Per l’occasione fu messa a disposizione una muratura di circa 150 metri lungo via Sacripanti, su cui l’artista Raffaele Paolucci, noto anche come “Rapha El”, diede vita a una narrazione visiva ricca di riferimenti locali.

Il murales di via Sacripanti: un simbolo del 2014

La composizione originale celebrava personaggi emblematici di Ancona – Sbandavapori, il Barone, Umbertì, Birbacciò e Murtadela – affiancati da monumenti storici come la Cattedrale di San Ciriaco e la Fontana delle 13 Cannelle, con i tipici piccioni che animavano la scena. Ogni figura era dipinta con tonalità vivaci, pensate per attirare l’attenzione dei passanti e trasformare un semplice muro in un vero e proprio punto di riferimento culturale. L’opera, lunga quasi una cinquantina di metri di spazio visibile, divenne rapidamente un cartellone vivente della identità anconetana.

L’usura del tempo: cosa ha degradato l’opera

Trascorsi più di 12 anni le condizioni atmosferiche hanno iniziato a erodere i pigmenti originari. Pioggia, sole, vento e l’assenza di trattamenti protettivi hanno reso i personaggi quasi irriconoscibili, mentre la muratura è stata invasa da erbacce che hanno colonizzato il marciapiede. Il risultato è una superficie con evidenti segni di deterioramento, dove le linee sfocate e le sbiaditure hanno ridotto l’impatto visivo dell’intervento, rendendo difficile qualsiasi tentativo di restauro tradizionale.

Valutazione tecnica del muro

Secondo le osservazioni dell’artista, una restaurazione completa sarebbe poco efficace, poiché i murales raramente si prestano a interventi di recupero senza compromettere l’integrità dell’opera. La priorità, quindi, è bonificare la superficie, verificare la presenza di eventuali infiltrazioni o fessurazioni, e procedere con una ricostruzione ex novo. La buona notizia è che, nonostante le difficoltà, la parete sembra essere strutturalmente solida, priva di gravi danni strutturali, il che permette di andare avanti con un nuovo progetto pittorico.

La proposta di Raffaele Paolucci per un nuovo capolavoro

Raffaele Paolucci ha dichiarato di essere disponibile a intervenire nuovamente sul murales, anche con la possibilità di crearne uno “nuovo di zecca”. Evidenzia che le vernici attuali sono notevolmente più performanti rispetto a quelle utilizzate nel 2014: esistono miscele che, al termine della lavorazione, fissano i colori e li proteggono dalle intemperie. La sua strategia prevede una bonifica preliminare, la verifica di eventuali infiltrazioni e, infine, la realizzazione di una nuova pittura che integri sia i personaggi tradizionali sia nuove figure, rendendo l’opera più resiliente nel tempo.

Le fasi operative consigliate

Il primo passo consiste nell’eliminare le erbacce e pulire a fondo la muratura. Successivamente, è necessaria una diagnosi accurata per identificare possibili infiltrazioni d’acqua; in caso siano presenti, vanno trattate con prodotti impermeabilizzanti. Solo dopo aver garantito la stabilità della superficie, si potrà procedere con la stesura della nuova vernice, scegliendo prodotti certificati per la loro capacità di fissare i colori e resistere all’usura atmosferica. Paolucci ritiene che, con un “pizzico di buona volontà”, la parete di via Sacripanti possa tornare ad essere un vero e proprio punto di riferimento per la cittadinanza.

Il ripensamento del murales non rappresenta solo un intervento estetico, ma un gesto di continuità culturale per Ancona. Restituire al muro la sua vibrante identità potrà contribuire a rinvigorire ulteriormente il quartiere, dimostrando come l’arte urbana possa rimanere viva e rilevante anche dopo più di un decennio di esposizione.

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