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Murale a Ancona per Falcone e Borsellino realizzato dagli studenti

Un'opera collettiva che unisce primaria e liceo artistico per ricordare Falcone e Borsellino

Murale a Ancona per Falcone e Borsellino realizzato dagli studenti

Il 23 maggio 2026, in piazza Salvo D’Acquisto ad Ancona, è stato scoperto un murales intitolato “Primo giorno di scuola” che ritrae i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino accanto a bambini e ragazzi. L’opera è nata dalla collaborazione tra la scuola primaria dedicata a Falcone e gli studenti del biennio del liceo artistico Mannucci, con l’obiettivo di trasformare uno spazio pubblico in un luogo di memoria e impegno civile.

Alla cerimonia di inaugurazione, promossa nell’ambito della Giornata della legalità, hanno partecipato il sindaco Daniele Silvetti e le autorità cittadine, civili, militari e religiose. Il progetto è stato coordinato da insegnanti e dirigenti che hanno accompagnato bambini e adolescenti lungo tutte le fasi creative, dal concept alla realizzazione, con l’intento di rendere il messaggio comprensibile e accessibile ai cittadini di tutte le età.

Un progetto condiviso tra generazioni

Il murales è il frutto di un lavoro collettivo: i più piccoli hanno offerto idee, figure e colori, mentre gli studenti del Liceo Mannucci hanno trasformato quei contributi in un linguaggio visivo coerente. La collaborazione con la professoressa Federica Toppan, il preside Luca Serafini e la dirigente scolastica Nora Ruggieri ha permesso di integrare attività educative e pratica artistica, valorizzando la centralità della scuola come spazio di formazione civica. Il risultato è un’opera che parla di memoria senza appesantire: il disegno dei magistrati insieme ai bambini vuole ricordare che la responsabilità verso la legalità si costruisce sin dall’infanzia.

Tecnica, simboli e linguaggio

Dal punto di vista estetico, il murales combina traiettorie cromatiche e volti stilizzati per creare una narrazione immediata: la scelta del titolo “Primo giorno di scuola” funziona come una metafora che invita a pensare la legalità come apprendimento quotidiano. Gli studenti hanno utilizzato elementi simbolici — come quaderni, sguardi rivolti al futuro e mani tese — per rimarcare il legame tra educazione e cittadinanza. L’opera è inoltre pensata per essere visibile e leggibile dalla piazza, diventando così un punto di riferimento pubblico per iniziative e lezioni all’aperto.

Messaggi e partecipazione istituzionale

Durante la scopertura, il sindaco Daniele Silvetti ha sottolineato il ruolo centrale della scuola nella diffusione della cultura della legalità, auspicando che la ricorrenza della Giornata diventi un percorso condiviso da tutte le istituzioni educative della città. La presenza delle massime autorità locali ha voluto rimarcare come il ricordo di Falcone e Borsellino non sia solo commemorazione, ma un impegno quotidiano per la comunità. All’iniziativa hanno preso parte anche rappresentanti delle forze dell’ordine e del mondo religioso, a conferma del carattere civile e unitario dell’evento.

Appello alle nuove generazioni

Il questore Cesare Capocasa ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’istruzione nella prevenzione delle mafie, richiamando la celebre idea che “la mafia teme la scuola più della giustizia” per sottolineare come la conoscenza e l’educazione siano strumenti di protezione sociale. Rivolgendosi agli studenti ha invitato a reagire con la “forza tranquilla della solidarietà e dell’amicizia” davanti a bullismo, violenze e soprusi, ricordando che la costruzione di una comunità più giusta passa anche attraverso gesti quotidiani e scelte coraggiose.

Memoria storica e valore civile

Il murales non dimentica le tragedie che hanno segnato la lotta contro la mafia: la morte di Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta è evocata nel ricordo del 23 maggio 1992, mentre il sacrificio di Paolo Borsellino rimane legato alla strage del 19 luglio 1992. Nomi come Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro compaiono nella memoria collettiva come monito del prezzo pagato da chi aveva scelto di difendere lo Stato. L’opera, inserita in uno spazio pubblico, rende visibile questa memoria e la rende disponibile alle nuove generazioni, trasformando la piazza in un’aula allargata per la cittadinanza.

La speranza espressa dagli organizzatori è che iniziative simili possano moltiplicarsi, facendo diventare la riflessione sulla legalità una pratica quotidiana nelle scuole. Il murales di Ancona si propone come un modello di come arte, educazione e responsabilità civile possano incontrarsi per costruire un futuro in cui il ricordo si traduce in impegno concreto.

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