La comunità di Fermignano è entrata in tensione dopo che il sindaco, Emanuele Feduzi, ha reso note una serie di messaggi contenenti minacce di morte. Al centro della contestazione c’è il progetto per un Centro di Accoglienza Straordinaria (Cas) ipotizzato presso l’ex Hotel Bucci, nella frazione di Bivio Borzaga, una scelta che ha scatenato proteste e accuse, benché l’amministrazione comunale non abbia poteri decisionali vincolanti sulla collocazione della struttura.
La denuncia e le parole del sindaco
Il primo cittadino ha formalizzato una denuncia ai carabinieri dopo aver ricevuto messaggi con contenuti gravemente intimidatori, che includevano auguri di morte e riferimenti a malattie gravi. Feduzi ha sottolineato che tali episodi esulano dal confronto politico ragionevole e hanno scelto di trasformarsi in atti persecutori. Per rafforzare la posizione della comunità, l’amministrazione ha avviato anche una raccolta firme da trasmettere agli organi competenti con l’obiettivo di chiedere una soluzione diversa rispetto a quella prospettata per la struttura.
Il contesto amministrativo
Secondo quanto spiegato dal sindaco, l’unico momento ufficiale di confronto con i promotori risale a un incontro in cui era presente il proprietario della struttura, identificato come Giovanni Bianchi. Durante quell’incontro Feduzi avrebbe espresso chiaramente il suo parere contrario alla collocazione del Cas a Bivio Borzaga, segnalando criticità dovute alla posizione centrale della struttura e alle ricadute sulla comunità locale. Tuttavia il sindaco ha ricordato che il suo parere, trasmesso anche alla Prefettura, non è vincolante rispetto alle decisioni finali.
Reazioni istituzionali e condanne
La vicenda ha suscitato immediata solidarietà da parte di amministratori locali e regionali. Il sindaco di Pesaro, Andrea Biancani, ha espresso vicinanza a Feduzi ricordando che il confronto politico non può degenerare in odio o intimidazione. Anche la consigliera regionale M5S Marta Ruggeri ha condannato le minacce, evidenziando come la disinformazione possa alimentare un clima di ostilità e trasformare un amministratore pubblico in un bersaglio. Entrambi i messaggi sottolineano la necessità di rispetto verso chi ricopre incarichi istituzionali e l’importanza di tutelare la serenità degli amministratori locali.
Il ruolo della comunicazione
La consigliera Ruggeri ha inoltre richiamato l’attenzione sul pericolo rappresentato dalla disinformazione, che secondo lei ha contribuito a un’escalation emotiva nella comunità. Il fenomeno mostra come ricostruzioni parziali o imprecise possano innescare reazioni sproporzionate, distogliendo il dibattito dalle questioni tecniche e legali relative all’apertura di strutture di accoglienza.
Azioni intraprese e margini di intervento
Per chiarire il campo d’azione, il sindaco ha elencato le iniziative intraprese: contatti con la Prefettura, richieste di verifiche tecniche e legali, coinvolgimento della cittadinanza e raccolta di firme. Feduzi ha spiegato che si è rivolto a tecnici e avvocati per valutare tutte le strade percorribili, pur riconoscendo i limiti delle competenze comunali in materia di collocazione dei Cas. L’intento dichiarato è di tutelare la sicurezza e la qualità della vita della comunità, lavorando entro i confini delle competenze istituzionali.
Possibili sviluppi
Resta aperta la questione di eventuali alternative logistiche per l’accoglienza e delle valutazioni da parte delle autorità competenti. Nel frattempo, la priorità segnalata dagli amministratori è ripristinare un clima di confronto civile e prevenire ulteriori atti intimidatori, mentre le forze dell’ordine proseguono gli accertamenti sulla provenienza delle minacce.
La vicenda dell’ex Hotel Bucci mette in evidenza le tensioni che possono sorgere quando scelte organizzative legate alla gestione dei flussi migratori si intrecciano con la percezione della sicurezza locale e con dinamiche politiche. In questo contesto, il richiamo al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità di chi partecipa al dibattito pubblico appare centrale per evitare che le controversie amministrative degenerino in episodi di violenza verbale o fisica.



