Massimiliano Cencelli, figura di spicco della Democrazia Cristiana e autore del celebre ‘Manuale Cencelli’ si è spento a Roma all’età di 90 anni. Nato nella capitale nel 1936, Cencelli ha dedicato la sua vita alla politica, lasciando un’impronta indelebile nella storia italiana.
Il suo nome è indissolubilmente legato a un metodo di distribuzione degli incarichi politici che ha segnato un’epoca. Ma oltre alla sua carriera nazionale, Cencelli ha avuto un legame speciale con Caldarola, dove ha ricoperto la carica di sindaco tra il 1970 e il 1971.
Il ‘Manuale Cencelli’ e l’eredità politica
Il ‘Manuale Cencelli’ è diventato un termine proverbiale nella politica italiana. Questo metodo, mai pubblicato ma ampiamente utilizzato, assegnava incarichi e poltrone in proporzione al peso delle correnti interne ai partiti, soprattutto all’interno della Dc.
Gianfranco Rotondi, ricordando Cencelli, ha sottolineato come il suo capolavoro sia stato proprio questo manuale, che ha reso scientifica la lottizzazione politica. ‘Massimiliano la rese scientifica, e fu un suo merito, il più celebre, non l’unico: fu onesto e leale, come tutti i funzionari della Dc’, ha dichiarato Rotondi.
Osvaldo Napoli, della direzione nazionale di Azione ha invece evidenziato come Cencelli abbia ricordato alla Dc che il potere in democrazia è dato dai suoi limiti e dal loro rispetto. ‘Con Cencelli il potere scoprì l’importanza dei limiti’, ha affermato Napoli.
Il legame con Caldarola
Tra il 1970 e il 1971, Massimiliano Cencelli ha ricoperto la carica di sindaco di Caldarola, un paese che gli era caro per i legami familiari. Sua moglie, Elena Lucentini, era originaria di Caldarola, e questo ha rafforzato il suo legame con la comunità.
Giuseppe Fabbroni, attuale sindaco di Caldarola, ha ricordato Cencelli come una personalità forte e sicura di sé. ‘Quando indossò la fascia tricolore io ero giovanissimo, ma Cencelli ha continuato a frequentare Caldarola per tanti anni’, ha dichiarato Fabbroni.
Il rapporto di Cencelli con Caldarola non si è interrotto con le sue dimissioni da sindaco. Anche dopo il 1971, ha continuato a sostenere il paese, aiutando a risolvere problemi e a trovare soluzioni per le esigenze locali. Un esempio significativo è stato il suo intervento per il restauro del loggiato di palazzo Pallotta, sede comunale.
Un legame che supera le appartenenze politiche
Nonostante le differenze politiche, Cencelli ha sempre cercato di dare una mano a Caldarola. Durante la giunta di Fedro Buscalferri, esponente del Pci Cencelli si è adoperato per trovare soluzioni ai problemi del paese. ‘Al di là delle differenze politiche, per Caldarola c’è sempre stato’, ha sottolineato Fabbroni.
Il Comune di Caldarola ha ricordato Cencelli con un messaggio sulla sua pagina Facebook, esprimendo cordoglio e riconoscenza per il suo impegno. ‘L’amministrazione comunale esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Massimiliano Cencelli, figura di rilievo della storia politica italiana’, si legge nel messaggio.
Massimiliano Cencelli lascia un’eredità politica e umana che continuerà a essere ricordata. La sua vita e il suo lavoro sono un esempio di impegno e dedizione, non solo per la politica, ma anche per le comunità locali che ha saputo sostenere e valorizzare.



