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Manifestazione a Fabriano: confronto pubblico con la ditta Baiocco sul PalaGuerrieri

I gruppi organizzati di tifosi di Fabriano hanno inviato una pec alla ditta Baiocco srl e hanno convocato un presidio pubblico per il 27 giugno alle 11 davanti al PalaGuerrieri per ottenere chiarimenti sui tempi di riconsegna dell'impianto.

Manifestazione a Fabriano: confronto pubblico con la ditta Baiocco sul PalaGuerrieri

La questione del PalaGuerrieri torna al centro dell’attenzione a Fabriano: le tifoserie organizzate hanno trasformato l’insofferenza per i continui slittamenti dei lavori in una richiesta pubblica di confronto. Dopo aver coinvolto la politica locale, gli Insorti e il Nucleo Biancoblu hanno formalizzato la loro istanza con una pec alla ditta Baiocco srl, responsabile del ripristino dell’impianto.

La mobilitazione è fissata per sabato 27 giugno alle 11nel parcheggio del palas lato piscina. L’appuntamento è aperto alla cittadinanza e nasce dall’esigenza di ottenere informazioni precise sui ritardi e sulle tempistiche ancora incerte sulla riconsegna del palazzetto.

Richiesta formale alla ditta Baiocco e contenuti della pec

Nella comunicazione inviata alla ditta, i firmatari sottolineano che «Il Palaguerrieri non è semplicemente un cantiere edile; è la casa della nostra passione, della nostra storia sportiva e della nostra comunità.» Con questa formula le tifoserie legano il valore simbolico della struttura alla necessità di trasparenza gestionale: la pec chiede spiegazioni sul protrarsi dei lavori e sulle motivazioni che hanno portato ai ripetuti rinvii.

Nel testo i gruppi denunciano il «prolungato stallo del cantiere» e la «mancanza di informazioni chiare e trasparenti», giudicando «insufficienti» le rassicurazioni ricevute fino ad oggi. La richiesta è quindi esplicita: un incontro pubblico con i responsabili dell’azienda per rendere conto alla città e ai tifosi delle tempistiche residue.

Le frasi chiave rivolte ai responsabili

Tra le espressioni riportate nella pec emergono passaggi forti che marcano il tono della protesta: «Il protrarsi ingiustificato dei ritardi nella consegna della struttura sta calpestando il rispetto dovuto alla città e a chi, ogni fine settimana, vive per questi colori.» E ancora: «Vogliamo risposte concrete, chiare e definitive.» Queste frasi sintetizzano la richiesta di chiarezza e la perdita di pazienza da parte della comunità.

Appuntamento pubblico e aspettative della comunità sportiva

La manifestazione di sabato 27 giugno è stata presentata come pacifica ma decisa: «Sabato 27 giugno saremo lì, pacificamente ma determinati», recita uno dei passaggi contenuti nella comunicazione, in cui si sollecita la presenza di un rappresentante dell’azienda «in attesa di un vostro rappresentante che ci metta la faccia e spieghi la verità sullo stato dell’arte.»

Il richiamo finale è una sollecitazione alla responsabilità pubblica: «La vostra presenza è ritenuta doverosa e imprescindibile nei confronti di una comunità intera che esige di sapere quando potrà riappropriarsi della propria casa.» I tifosi esprimono così non solo una richiesta tecnica, ma la volontà di un Confronto pubblico che chiarisca le tappe rimaste e che dia un orizzonte temporale alla riapertura.

Contesto temporale e preoccupazioni sui tempi

Nei messaggi dei tifosi ritorna il timore legato ai rinvii: l’ultimo cronoprogramma indicava la possibile conclusione dei lavori verso la metà di agostoma i continui slittamenti hanno aumentato il disagio. Pur senza chiedere la presenza di specifiche figure istituzionali nella pec, i gruppi avevano già sollecitato la sindaca e la giunta comunale in una fase precedente, cercando di costruire un fronte comune per ottenere chiarezza.

La manifestazione si svolgerà davanti al palas, nel parcheggio lato piscina, e mira a trasformare l’attenzione cittadina in un momento pubblico di verifica: i firmatari concludono con un appello appassionato alla responsabilità dell’azienda, ricordando che «Certi che non vorrete sottrarvi al confronto con la città».

Il confronto atteso servirà a chiarire tre aspetti concreti: lo stato dei lavori, le criticità emerse e la data certa di riconsegna dell’impianto. I tifosi chiedono risposte che siano «concrete, chiare e definitive» e non semplici rassicurazioni di facciata, perché per la comunità lo stadio è molto più di un edificio: è memoria collettivapassione e punto di riferimento sociale.

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