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Locali chiusi per sicurezza: Osimo e Copertino sotto i riflettori

Le forze dell'ordine hanno disposto la chiusura di due locali, uno a Osimo e uno a Copertino, per gravi irregolarità. Scopri i dettagli delle indagini e le misure adottate.

Locali chiusi per sicurezza: Osimo e Copertino sotto i riflettori

In due diverse città italiane, le forze dell’ordine hanno disposto la chiusura amministrativa di due locali pubblici, ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. A Osimo, un esercizio è stato chiuso per dieci giorni, mentre a Copertino un circolo privato ha ricevuto una sospensione di trenta giorni. Entrambi i provvedimenti sono stati adottati in seguito a gravi irregolarità riscontrate durante i controlli.

Osimo: cocaina nascosta in cucina e lavoratori irregolari

Il Questore di Ancona ha disposto la chiusura di un esercizio pubblico a Osimo per dieci giorni, a partire dal 14 luglio 2026. Il provvedimento è scaturito da un controllo congiunto degli agenti del Commissariato di Osimo, della Squadra Mobile e dell’Unità Cinofila della Questura di Ancona. Durante l’ispezione, sono state riscontrate diverse irregolarità, tra cui la presenza di cocaina nascosta in cucina, dietro una macchina affettatrice, vicino ad alimenti e bevande. Inoltre, sul ripiano di una finestra erano accatastati insieme generi alimentari e prodotti per la pulizia.

Il locale era già stato oggetto di controlli nei mesi precedenti. Tra maggio e giugno 2026, le forze dell’ordine erano intervenute per liti tra avventori e per stato di alterazione da abuso di alcol. In un controllo precedente, erano state identificate oltre dieci persone con precedenti di polizia. Nell’ultimo controllo, ne sono state trovate altre dieci, oltre a un lavoratore irregolare e alla mancata esposizione del titolo autorizzativo per la somministrazione di alimenti e bevande.

Copertino: il circolo teatro dell’omicidio chiuso per un mese

A Copertino, il circolo privato “The club” è stato sospeso per trenta giorni. Il provvedimento è stato adottato dal Questore di Lecce, Giampietro Lionetti, su proposta dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale. La misura dispone la sospensione temporanea sia della licenza di somministrazione di alimenti e bevande ai soci, sia di quella per l’installazione di apparecchi da divertimento e intrattenimento “new slot”.

L’azione scaturisce dall’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Le indagini sono nate dal grave fatto di sangue dell’11 aprile scorso, avvenuto nei pressi del locale, dove il 50enne Stefano Tomeo è stato ucciso e un altro è scampato a un tentato omicidio. L’omicida ha sostato a lungo davanti alla struttura, interagendo con i soci e organizzando le fasi preparatorie dell’agguato prima di sparare.

Comportamento reticente dei presenti

Gli investigatori dell’Arma hanno riscontrato una forte reticenza da parte dei presenti. Nonostante l’omicidio si sia consumato davanti a circa venti persone, i testimoni, tra cui alcuni soci e il presidente del circolo, non hanno prestato soccorso né allertato i soccorsi o le forze dell’ordine, fornendo successivamente false dichiarazioni. Il presidente del circolo è stato denunciato in stato di libertà per favoreggiamento personale, essendo ritenuto responsabile di aver aiutato gli indagati, omettendo dettagli decisivi sui contatti e sulle minacce di morte espresse dall’assassino prima dell’azione.

Tutti questi elementi hanno confermato la natura del circolo come stabile punto di riferimento per la criminalità organizzata, portando così alla temporanea chiusura della struttura. Le misure adottate dalle forze dell’ordine mirano a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, in linea con le decisioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

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