La situazione a Cerreto d’Esi è esplosa in una giornata di protesta e tensione. I lavoratori dello stabilimento Electrolux hanno incrociato le braccia e organizzato un corteo di protesta che ha raggiunto la rotatoria di Fabriano Est, causando significativi rallentamenti al traffico.
La mobilitazione è una risposta diretta al piano industriale della multinazionale svedese, che prevede la chiusura definitiva della fabbrica marchigiana e il conseguente licenziamento di 170 lavoratori.
L’incontro decisivo al Mimit
La protesta di oggi è stata organizzata alla vigilia di un incontro cruciale fissato per domani alle ore 10:00 a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Al tavolo ministeriale, che potrebbe rappresentare l’ultimo confronto prima della pausa estiva, siederanno i vertici aziendali le sigle sindacali nazionali e territoriali di Fim, Fiom e Uilm il ministro Adolfo Urso e i rappresentanti delle istituzioni locali.
L’appuntamento di domani segue tre tavoli tecnici che hanno registrato leggeri progressi per gli altri impianti del gruppo, ma nessuno spiraglio per quello di Cerreto d’Esi. Il management della multinazionale ha infatti ribadito che, nonostante le verifiche effettuate, non sono state individuate soluzioni alternative alla dismissione del polo marchigiano.
La determinazione dei lavoratori
I lavoratori, fermamente decisi a difendere il proprio futuro hanno distribuito un volantino con un messaggio inequivocabile: «La vertenza non si chiude, Cerreto non si vende, la fabbrica si difende. Siamo in lotta per il nostro futuro e per quello dell’industria di tutto il Paese».
Pierpaolo Pullini della Fiom ha dichiarato: «Siamo in lotta perché bisogna salvare la fabbrica. Le lavoratrici ed i lavoratori in questi anni hanno già fatto la loro parte con tanti sacrifici. Adesso tocca all’azienda in primis ed alle istituzioni. Servono fatti concreti. L’azienda tolga dal tavolo la chiusura di Cerreto e inizi una trattativa vera, la politica renda sostenibile produrre cappe a Cerreto ed elettrodomestici in Italia».
La situazione attuale
La protesta di oggi è iniziata alle 9:00 e si è conclusa dopo circa un’ora, permettendo ai lavoratori di rientrare in fabbrica intorno alle 12:00. L’iniziativa è stata organizzata per ribadire il secco no all’ipotesi di chiusura, in vista dell’incontro di domani al Mimit.
Si tratta con ogni probabilità dell’ultimo summit ministeriale prima della pausa estiva, convocato per fare il punto a seguito dei tre incontri del tavolo tecnico svoltisi sempre al Mimit nelle scorse settimane. Questi incontri hanno fatto registrare timidi passi in avanti nella trattativa, ma non sufficienti, come hanno ribadito le parti sociali, soprattutto per lo stabilimento di Cerreto.



