Il piano regionale per il diritto allo studio 2026-2029 è stato approvato in Consiglio con il voto contrario della consigliera Micaela Vitri, esponente del Partito Democratico nella Regione Marche. Durante la seduta, Vitri ha sottolineato tre punti critici: la sostenibilità delle risorse dopo la fine dei finanziamenti del Pnrr, la penuria di alloggi nelle sedi più richieste e l’onerosità dei trasporti per gli studenti pendolari.
Il dibattito ha avuto luogo proprio mentre a Urbino era stata celebrata l’inaugurazione di due strutture ricollocate per ospitare gli studenti universitari. Nonostante la cerimonia, la consigliera ha ricordato che il vero diritto allo studio si misura nella capacità concreta di ogni giovane di frequentare l’università, non nella semplice apertura di nuovi edifici.
Inaugurazione dei nuovi studentati a Urbino
L’ex Hotel Montefeltro è stato riconvertito in un nuovo studentato con 105 posti letto. Di questi, 32 sono riservati gratuitamente ai borsisti mentre gli altri vengono affittati con una tariffa ridotta del 15 % rispetto al mercato. Parallelamente, l’ex Hotel Piero della Francesca fornisce altri 129 posti. Sommandoli, si ottengono 234 nuovi letti nelle due strutture, un risultato visibile ma, secondo Vitri, ancora insufficiente.
Il divario tra domanda e offerta di alloggi e le altre criticità
Numero di domande e posti disponibili
Il documento di programmazione indica che per l’anno accademico 2025/26 sono state presentate 2.248 domande di alloggio ma sono disponibili in totale 1.287 posti. La differenza lascia 961 richieste senza risposta un aumento notevole rispetto ai 315 casi di deficit dell’anno precedente. La stessa analisi conferma che Urbino presenta una domanda strutturale superiore all’offerta, rendendo le nuove strutture un tampone temporaneo piuttosto che una soluzione definitiva.
Richieste di borse di studio e costi dei trasporti
Parallelamente al problema abitativo, le domande di borse di studio sono saltate da 2.939 /25 a 3.936 nel 2025/26, una crescita del 34 % con beneficiari che passano da 2.218 a 2.528. Vitri interpreta questi dati come segnale dell’attrattiva dell’Ateneo, ma anche come indice di una regione non pronta a garantire risposte adeguate. Inoltre, il costo dei trasporti per gli studenti pendolari rimane elevato e privo di agevolazioni sufficienti, aggravando ulteriormente il dislivello socio-economico.
Durante la cerimonia di apertura, una decina di studenti dell’Unione degli Studenti Universitari (Udu) ha sfilato con lo striscione “Questo non è diritto allo studio”, protestando contro i prezzi degli alloggi e la mancanza di un coinvolgimento preventivo della rappresentanza studentesca. Vitri ha ribadito che questi temi necessitano di ascolto e confronto non di una semplice liquidazione delle tensioni.
Infine, la consigliera richiama l’attenzione sulla prospettiva di una diminuzione delle risorse dopo il 2026/27, quando le integrazioni del Pnrr termineranno. Il piano, infatti, avverte di una possibile scarsità di fondi per garantire le borse a tutti gli studenti idonei. Vitri invita la Regione a chiarire le fonti di finanziamento future e a definire un obiettivo concreto per ridurre il divario abitativo a Urbino entro il 2029, affermando che “il diritto allo studio non si misura con le inaugurazioni, ma con la possibilità concreta per ogni ragazza e ragazzo di frequentare l’università”.



