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Il nuovo visore immersivo per astronauti, presentato a Rimini

Earth Memory, il visore immersivo sviluppato dall'Univpm, promette di portare la casa sulla Luna per migliorare il morale degli astronauti.

Il nuovo visore immersivo per astronauti, presentato a Rimini

Il 23 settembre 2026, il Bex di Rimini ha ospitato una dimostrazione inedita: il primo prototipo di Earth Memory un sistema che combina realtà immersivaintelligenza artificiale e patrimonio digitale. L’iniziativa, promossa dall’Università Politecnica delle Marche (Univpm), è stata presentata accanto ad altri otto progetti di ricerca spaziale, tutti finalizzati a sostenere le future missioni di lunga durata.

Presentazione di Earth Memory al Bex di Rimini

Durante la fiera della space economy, l’astronauta Walter Villadei ha guidato la sessione introduttiva indossando un visore speciale, interamente alimentato da una batteria autonoma integrata nella tuta spaziale. Il dispositivo consente di ricreare, in un habitat lunare virtuale, luoghi, volti, suoni e rituali tipici della vita sulla Terra, trasformando l’ambiente circostante in un ricordo tangibile. Villadei ha sottolineato che «andare nello spazio è un’emozione fortissima», ma ha anche evidenziato la necessità di portare con sé “qualcosa della Terra: ricordi, immagini, sensazioni”.

Come funziona il visore e perché è fondamentale per gli astronauti

Il cuore di Earth Memory è un casco leggero dotato di micro-display ad alta definizione e di micro-altoparlanti direzionali. Grazie a algoritmi di machine learning il sistema analizza una biblioteca digitale di foto, video e registrazioni audio fornite dagli astronauti prima della partenza, per poi ricreare in tempo reale ambienti familiari a bordo della capsula. Il risultato è una sorta di “casa portatile” capace di mitigare l’isolamento e di favorire il benessere psicofisico durante lunghi periodi di confinamento.

Rischi psicologici individuati dalla NASA

La NASA ha classificato cinque principali pericoli legati al volo umano nello spazio: isolamento, confinamento, distanza dalla Terra, vita in ambienti chiusi o ostili e latenza nelle comunicazioni. Il progetto risponde direttamente a questi fattori, offrendo un contatto immediato con ricordi personalizzati, contribuendo a mantenere la coesione del gruppo e a ridurre lo stress. In missioni future verso la Luna o Marte, dove le comunicazioni saranno asincrone, la capacità di accedere a un ambiente emotivamente rassicurante diventa ancora più critica.

Università Politecnica delle Marche, partner industriali e la missione Axiom-5

Lo sviluppo è stato curato dal Maindh Lab dell’Univpm, sotto la direzione del professor Paolo Clini. Il rettore Enrico Quagliarini ha dichiarato che “Earth Memory è un esempio concreto di come la ricerca universitaria possa dialogare con il mondo dell’aerospazio” consolidando la posizione internazionale dell’ateneo. Tra gli otto progetti mostrati al Bex, due sono già stati selezionati dall’Agenzia Spaziale Italiana come possibili “passeggeri” della missione Axiom-5. L’integrazione di Earth Memory nella capsule di Axiom-5 rappresenterebbe una prima reale applicazione di questa tecnologia nello spazio profondo.

Il progetto apre, inoltre, nuove opportunità per la filiera produttiva delle Marche, che punta a diventare un hub di riferimento per componenti high-tech destinati all’esplorazione spaziale. La sinergia tra ricerca accademica, industria locale e agenzie spaziali nazionali indica una traiettoria di crescita sostenibile, in cui le innovazioni sviluppate per gli astronauti possono trovare applicazioni anche in ambiti terrestri, come la terapia del PTSD o il supporto a pazienti in isolamento.

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