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Gargiulo, il centrale della Lube parla del periodo difficile e della ripresa

Giovanni Maria Gargiulo, centrale della Cucine Lube Civitanova originario di Sorrento, ha condiviso la sua esperienza di disagio emotivo e il percorso di aiuto intrapreso, ringraziando la Nazionale italiana e il Club per il supporto umano ricevuto

Gargiulo, il centrale della Lube parla del periodo difficile e della ripresa

Nel panorama sportivo la dimensione pubblica spesso nasconde la sofferenza privata: lo racconta apertamente il centrale Giovanni Maria Gargiulo protagonista in biancorosso negli ultimi anni. Nato a Sorrento l’atleta ha deciso di rendere pubblica una vicenda personale per sensibilizzare sull’importanza di riconoscere i segnali del disagio psicologico e chiedere aiuto.

La cucine lube Civitanova sta lavorando all’Eurosuole Forum a ranghi ridotti, mentre Gargiulo prosegue la preparazione con rinnovata determinazione. Il suo racconto non è una cronaca di risultati ma un invito a non sottovalutare i momenti di difficoltà anche quando la carriera sembra procedere a grandi livelli.

Il malessere, la richiesta di aiuto e il supporto ricevuto

Per mesi Giovanni ha trattenuto il proprio sconforto e lo ha condiviso con pochissime persone, fino alla decisione di interrompere temporaneamente alcuni impegni e cercare un percorso di sostegno. Il giocatore ripercorre quei passaggi con parole che mettono in luce il valore del confronto: “Per prima cosa voglio ringraziare lo staff della Nazionale italiana e la Lube Volley“. Ha poi spiegato come figure tecniche e compagni abbiano capito e accolto la scelta: “quando mi sono confidato e ho chiesto una pausa alla vigilia della seconda tappa di VNL” e, continua, “Allo stesso modo, Marko Podrascanin e il Club mi hanno aiutato ad affrontare questo periodo con umanità e affetto”. Queste frasi sottolineano la differenza che può fare un ambiente che ascolta e protegge un atleta in difficoltà.

Dettagli sul momento vissuto

Il racconto di Gargiulo mette in evidenza come la vita in campo e quella privata possano divergere profondamente: se durante le partite e nei rapporti con i tifosi riusciva a mantenere energia e concentrazione, fuori dal palazzetto si manifestavano sbilanciamenti emotivi e episodi improvvisi di pianto. L’atleta ammette: “Anche durante il campionato di SuperLega ho vissuto molte giornate difficili”. Il vissuto include sintomi comuni del disagio emotivo come insonnia, sensazioni di nausea e oppressione quando restava solo con i propri pensieri; aspetti che ha affrontato grazie a un percorso mirato di supporto.

Scelte difficili e il recupero della serenità

Interrompere temporaneamente il rapporto con la Nazionale italiana non è stata una decisione presa alla leggera: per Gargiulo è stata una valutazione che ha tenuto conto della sua storia professionale e degli obiettivi raggiunti. Come ha spiegato lui stesso, “La vita è una e ho compreso che dovevo rimettermi in sesto”. Questo passaggio evidenzia il contrasto tra l’attaccamento ai traguardi sportivi — l’arrivo in club importanti e la maglia azzurra — e la necessità di preservare la propria salute mentale per poter continuare a competere nel tempo.

Il percorso intrapreso ha portato a miglioramenti tangibili: oltre a una progressiva riduzione dei disturbi del sonno, Gargiulo segnala la scomparsa della sensazione di nausea e dell’oppressione sperimentate quando era lontano dall’attività agonistica. Riprendere gli allenamenti a Civitanova Marche con la Lube rappresenta ora un passo verso la piena ripresa, sia fisica sia emotiva.

Il messaggio rivolto ai colleghi e ai tifosi

Il centrale non solo parla della propria esperienza, ma rivolge un invito a chi si trova in condizioni simili: riconoscere i segnali, non isolarsi e chiedere aiuto esterno. Le parole di Gargiulo assumono valore anche per l’ambiente sportivo più ampio, mettendo in luce che la popolarità, il successo e la stabilità economica non garantiscono l’immunità dal disagio personale. Il sostegno di compagni come Marko Podrascanin dello staff tecnico con Marco Meoni e Fefè De Giorgi e dell’intero Club ha avuto un ruolo centrale nella fase di recupero.

Oggi l’atleta guarda avanti con fiducia e con il desiderio di tornare a vivere appieno il rapporto con i tifosi biancorossi durante le partite all’Eurosuole Forum. La sua testimonianza è un richiamo concreto a dare valore al benessere psicologico nello sport, costruendo ambienti in cui chiedere aiuto non sia percepito come una debolezza ma come un atto di responsabilità verso se stessi e verso la squadra.

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