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Degrado delle mura ottocentesche ad Ancona: chi è responsabile dei ripristini

A Ancona la deformazione della cinta muraria ottocentesca tra via Veneto e via Rovereto ha provocato fessurazioni nel civico 27 di via Redipuglia. Il Comune di Ancona ha stabilito che «I lavori spettano ai privati» con un'ordinanza di dicembre 2026, ma il provvedimento è stato sospeso dal Tar dopo il ricorso dei proprietari assistiti dagli avvocati Emanuele Angeloni e Marco Ammendola; l'udienza di merito è fissata per febbraio.

Degrado delle mura ottocentesche ad Ancona: chi è responsabile dei ripristini

Nel cuore di Ancona un tratto della cinta muraria risalente all’Ottocento ha evidenziato una deformazione che ha avuto conseguenze dirette su un edificio confinante in via Redipuglia. Le lesioni e le fessurazioni rilevate al civico 27, via Redipuglia hanno sollevato il problema della sicurezza degli abitanti e della responsabilità per gli interventi di ripristino.

La questione ha assunto presto una dimensione amministrativa e giudiziaria: l’amministrazione comunale di Ancona ha emesso un provvedimento motivato dalla relazione dei Vigili del fuoco ma i proprietari dell’immobile hanno impugnato l’atto davanti al Tar. Nel frattempo la situazione tecnica segnalata dagli operatori ha fatto parlare di rischi concreti per il condominio interessato.

La valutazione tecnica e le osservazioni dei Vigili del fuoco

I Vigili del fuoco hanno documentato una deformazione della cinta muraria tra via Veneto e via Rovereto segnalando che il quadro osservato è «riconducibile a sollecitazioni geostatiche di spinta». Secondo la relazione degli operatori, la deviazione dalla verticalità della struttura di contenimento avrebbe provocato le lesioni rilevate sulle proprietà confinanti.

La stessa relazione ha escluso cause estranee alla struttura: il quadro fessurativo interno al condominio non sarebbe «ascrivibile a cause non strutturali», collegando così in modo diretto il degrado del muro alle ferite del palazzo. Questa valutazione tecnica è stata uno degli elementi che hanno spinto l’amministrazione a emettere un provvedimento urgente per tutelare la sicurezza pubblica e privata.

Dettagli sull’anomalia strutturale

La deformazione indicata dai Vigili del fuoco riguarda un tratto storico della città che, per la sua età, richiede verifiche approfondite. L’osservazione di una perdita di verticalità e la presenza di fessure diffuse hanno motivato la necessità di indagini geologiche e di una progettazione degli interventi mirata, sia per il ripristino del muro sia per la messa in sicurezza del condominio adiacente.

Ordinanza comunale, ricorso e sospensione del provvedimento

Nel l’amministrazione comunale ha notificato al condominio un’ordinanza che imponeva l’esecuzione di lavori urgenti, definendo la situazione come «attuale, imminente e perdurante» pericolo. Con quella disposizione il Comune ha inteso fissare responsabilità e oneri, sostenendo che «I lavori spettano ai privati».

I proprietari del civico 27 assistiti dagli avvocati Emanuele Angeloni e Marco Ammendola hanno presentato ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo ha accolto la richiesta di sospensione dell’ordinanza in attesa dell’udienza di merito, fissata per febbraio ritenendo che il provvedimento comunale «L’ordinanza impone oneri al condominio che non riguardano solo le relative strutture considerate pericolose, ma si estendono anche a strutture pubbliche (tra cui i muri di sostegno stradali di via Veneto/via Rovereto e la storica cinta muraria) per le quali deve invece provvedere l’amministrazione proprietaria».

La sospensione, decisa per tutelare i diritti delle parti mentre il giudice valuta la legittimità dell’addebito di spese ai privati, ha però lasciato aperte incertezze sulla tempistica degli interventi e sulla responsabilità ultima per il finanziamento delle opere.

Implicazioni pratiche per il condominio e l’area

I proprietari hanno sottolineato che l’adempimento richiesto dall’ordinanza comprende una serie di attività onerose: approfondite verifiche tecnicheindagini geologiche affidamento dell’incarico a un professionista abilitato, nomina di un direttore dei lavori e l’esecuzione di opere di ripristino. Secondo i ricorrenti, tali incombenze riguardano anche il muro di proprietà pubblica e

Per i residenti e per l’amministrazione la questione non è solo tecnica: si intrecciano tutela del patrimonio storico, sicurezza degli edifici e distribuzione delle spese tra pubblico e privato. Con l’ordinanza sospesa, la decisione del Tar a seguito dell’udienza di merito sarà determinante per definire chi dovrà coordinare e finanziare gli interventi necessari.

Il caso è emerso pubblicamente nella mattina del 5 luglio 2026 alle 03:15 e aggiornato alle 12:08 con ulteriori notizie diffuse alle 07:43. Il contenzioso trae origine anche dal recente evento sismico del ’22 che secondo il Comune e i Vigili del fuoco ha aggravato le condizioni della struttura storica.

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