La vicenda aperta attorno alla Mole Vanvitelliana ha riacceso il dibattito sulla gestione degli spazi demaniali e sul ruolo delle associazioni storiche. La Sef Stamura, realtà presente da oltre un secolo con una forte funzione sociale, ha visto l’aggiudicazione provvisoria dei posti barca assegnata a un’altra associazione, dando avvio a contestazioni e preoccupazioni locali. La notizia non è solo amministrativa: tocca la quotidianità di centinaia di soci e atleti che usano la Mole come base per attività sportive e formative.
L’esito della procedura è al centro di critiche soprattutto per il meccanismo di valutazione che ha prodotto il ribaltamento. La Stamura rivendica un punteggio tecnico nettamente superiore, mentre l’assegnazione sarebbe stata decisa da una componente economica che, con un rialzo molto elevato, ha sovrastato la parte progettuale. L’iter resta formale e l’aggiudicazione è ancora provvisoria: sono attesi controlli dell’Authority e possibili verifiche legali da parte della società interessata.
La gara e il meccanismo che ha deciso l’esito
Nella procedura di evidenza pubblica erano previsti punteggi differenziati per la proposta tecnica e per l’offerta economica: alla prima spettava il maggior peso, ma la formula di calcolo applicata al ribasso/ritocco economico ha consentito a chi ha presentato un rialzo molto consistente di recuperare terreno. L’Asd Riviera del Conero, guidata da Angelo Raptis, è risultata vincitrice nell’assegnazione provvisoria grazie a un aumento percentuale sull’offerta che i rappresentanti della Stamura giudicano insostenibile per una gestione associativa. Il nodo metodologico è quindi al centro delle accuse: la matematica applicata al bando ha trasformato un vantaggio tecnico in una sconfitta.
I numeri del bando
Secondo le ricostruzioni, il rialzo proposto dal concorrente è stato intorno al 700% rispetto alla base considerata in gara, una cifra che ha ribaltato la classifica complessiva nonostante la Stamura avesse ottenuto un superiore punteggio tecnico. Il bando riguardava la concessione dello specchio acqueo antistante la Mole per un periodo definito dall’Authority; le valutazioni tecniche prendevano in esame esperienza, inclusività e impatto ambientale, ma non sono state sufficienti a controbilanciare l’effetto della componente economica della formula.
Le conseguenze per la Sef Stamura
La perdita dei posti barca non è vista come un semplice cambiamento gestionale, ma come una potenziale minaccia alla sostenibilità della polisportiva. La Sef Stamura conta infatti circa 500 tesserati, 350 soci e 26 allenatori, e si regge su contributi legati al diporto che vengono reinvestiti nelle sezioni di vela, atletica e judo. Inoltre la struttura impiega tre dipendenti fissi per uffici e banchina: la riduzione delle entrate derivanti dagli ormeggi potrebbe comprimere attività, manutenzione e programmi per i giovani, con impatti diretti sulla comunità locale.
Impatto sulle attività e sui soci
Oltre al fattore economico, ci sono criticità pratiche legate all’accessibilità degli ormeggi. La Mole è sottoposta a vincoli della soprintendenza che limitano modifiche e passaggi: la convivenza tra esercizi diversi nello stesso spazio potrebbe generare problemi logistici per l’ingresso alle imbarcazioni e la collocazione di attrezzature. La Stamura teme che la gestione esterna degli ormeggi impatti negativamente sull’organizzazione delle uscite e sulla sicurezza operativa, complicando la vita quotidiana di soci e volontari.
Le reazioni in città e i prossimi passi
La vicenda ha generato reazioni trasversali: dalla solidarietà del sindaco Daniele Silvetti alle difese della trasparenza della procedura da parte del soggetto aggiudicatario. La Sef Stamura attende gli esiti dei controlli dell’Authority e annuncia che verificherà gli atti per valutare eventuali azioni a tutela dei propri interessi. Sul tavolo restano possibili ricorsi o richieste di chiarimento, mentre la città osserva con attenzione l’evolversi di una controversia che mette in gioco non solo un pezzo di patrimonio locale, ma anche il modello di gestione degli spazi pubblici destinati allo sport.



