11 Ottobre 2026 🌧 18°

Catturato a Ancona un latitante ricercato in Francia durante un intervento per furto

Un controllo nella zona della stazione di Ancona-Palombina ha portato alla sventata appropriazione di un'auto, al sequestro di refurtiva e alla scoperta che uno dei fermati era destinatario di un mandato di arresto europeo per omicidio in Francia

Catturato a Ancona un latitante ricercato in Francia durante un intervento per furto

Un servizio di pattugliamento notturno dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ancona ha trasformato un intervento ordinario contro i reati predatori in un’operazione di portata internazionale. Nel parcheggio della stazione ferroviaria di Ancona-Palombina, in via Emilia, i militari hanno sorpreso due persone in flagranza di reato mentre tentavano di impossessarsi di una Fiat Punto appartenente a un venditore ambulante.

Grazie alla prontezza degli operatori, i due sono stati bloccati senza incidenti. L’azione ha consentito il recupero di effetti personali sottratti al proprietario e ha messo in luce una serie di elementi che hanno reso l’intervento ben più complesso: utensili per lo scasso, la rimozione di un dispositivo di localizzazione e anche evidenze che hanno portato all’identificazione di uno dei fermati come soggetto ricercato a livello internazionale.

Il ritrovamento e l’intervento sul posto

Nell’immediatezza, i Carabinieri hanno trovato i due occupanti dell’auto intenti a nascondersi nell’abitacolo dopo aver tentato di forzare l’accensione. L’intervento ha permesso di sventare il furto e di recuperare una serie di oggetti personali, tra cui un orologio e alcune collanine riconsegnati al legittimo proprietario. Durante il controllo sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati gli strumenti utilizzati per il tentativo di furto: una tronchese e un coltello, elementi tipici dei mezzi d’azione impiegati nei furti d’auto.

I sospetti e gli oggetti sequestrati

All’interno del veicolo i militari hanno anche rinvenuto il dispositivo satellitare dell’auto, che era stato già divelto con l’intento di impedirne la localizzazione. Uno dei fermati, identificato come cittadino tunisino, è stato trovato in possesso di una modica quantità di cocaina (0,10 grammi), mentre la perquisizione successiva all’abitazione del cittadino slovacco ha portato al sequestro di hashish. È stata inoltre segnalata alla Prefettura la coniuge del cittadino slovacco a seguito della scoperta della sostanza stupefacente.

Accertamenti e scoperta dell’identità reale

Dopo il trasferimento in caserma per i rilievi segnaletici e fotodattiloscopici, è emersa una circostanza rilevante: il cittadino di origine slovacca risultava destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dal Tribunale di Lione in data 18 settembre 2026. Questa informazione ha mutato immediatamente il quadro investigativo, trasformando un fermo per furto in una cattura con risvolti internazionali.

I riscontri probatori collegati al caso francese

Il mandato riguarda indagini per un omicidio avvenuto il 9 settembre 2026 a Villeurbanne, nella cintura di Lione, dove la vittima è stata trovata in casa con lesioni da percosse. Le autorità francesi avrebbero individuato il sospetto tramite impronte digitali rilevate sul corpo della vittima e testimonianze raccolte durante le indagini, circostanze che hanno portato all’emissione del provvedimento restrittivo europeo.

Esiti procedurali e misure cautelari

L’operazione si è conclusa con l’arresto in flagranza per furto aggravato di entrambi i soggetti coinvolti. Il cittadino slovacco è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa degli sviluppi legali, mentre il latitante riconosciuto quale destinatario del mandato europeo, il cittadino tunisino, è stato tradotto immediatamente presso la Casa Circondariale di Ancona-Monteacuto per l’esecuzione del provvedimento internazionale di cattura.

Le forze dell’ordine hanno precisato che tutte le persone arrestate rimangono, ai sensi di legge, sotto indagine e devono essere considerate presunte innocenti fino a una sentenza definitiva. L’intervento è un esempio di come i controlli di routine possano intercettare fenomeni criminali con collegamenti transnazionali e di come la collaborazione tra autorità nazionali e internazionali sia fondamentale per il contrasto alla criminalità.

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