Una postazione dedicata alla condivisione di libri è stata presa di mira a Cerreto d’Esi: nella notte tra il 6 e il 7 giugno la struttura posizionata nei Giardini Luciano Mari ha subito gravi danni. L’evento è stato annunciato il 8 Giugno 2026quando il primo cittadino ha reso noto l’accaduto e le misure in corso per individuare i responsabili.
Si tratta del secondo episodio che colpisce la casetta per lo scambio libri realizzata per promuovere la lettura all’aperto: la porta è stata distrutta poco dopo le 23 di sabato 6 giugno, un danno che ha suscitato la reazione della comunità e un richiamo al rispetto dei beni collettivi.
Il danno, le responsabilità e le immagini di videosorveglianza
Secondo la ricostruzione fornita dal sindaco David Grillinila porta della casetta è stata distrutta. L’episodio si verifica a distanza di tempo dal primo episodio di vandalismo che aveva già colpito la stessa struttura; per questo motivo il Comune ha avviato verifiche con le forze di polizia e sta esaminando le registrazioni delle telecamere presenti nel parco. Le registrazioni sono attualmente in fase di analisi e si ritiene che possano portare all’identificazione dei responsabili in tempi brevi.
Immagini e prossimi passi
Le telecamere installate nel parco pubblico di Cerreto d’Esi hanno ripreso la zona durante la notte in cui è avvenuto l’atto vandalico: gli accertamenti sulle immagini sono ritenuti fondamentali per ricostruire la dinamica dell’accaduto e per fornire elementi utili alle indagini. Il sindaco ha annunciato che, oltre alle verifiche tecniche, si valuteranno anche le iniziative legali e amministrative da intraprendere per tutelare il bene comune.
Il contesto del progetto e la reazione della comunità
La casetta è stata inaugurata grazie all’impegno di Elisa de Ilibridieli in collaborazione con Acs Srl e l’Associazione San Vincenzo de Paoli. L’iniziativa era nata come spazio di scambio gratuito: chiunque poteva prendere un libro, lasciarne uno o semplicemente sedersi sulle panchine per leggere. Come ricordato dallo stesso sindaco, si tratta di un progetto che ha riscosso un grandissimo successo tra i nostri cittadini e non solodiventando un punto di riferimento per le attività culturali del parco.
La distruzione della porta rappresenta quindi non solo un danno materiale, ma anche un colpo alla fiducia collettiva e alla partecipazione civica. In risposta, il sindaco ha espresso condanna per l’episodio e ha rivolto un appello pubblico: “Fatevi avanti”ha scritto, invitando chiunque abbia visto qualcosa a fornire informazioni o, in alternativa, invitando gli stessi autori del gesto a presentarsi e a chiedere scusa alla comunità.
Appello al ravvedimento e al rispetto del patrimonio comune
Nel suo messaggio il primo cittadino ha auspicato un atto di responsabilità da parte di chi ha compiuto il gesto: un piccolo ma significativo segnale di pentimento che riavvicinerebbe gli autori alla comunità offesa. A corredo dell’appello, sono state ribadite due frasi che sintetizzano il valore dei beni condivisi: “I beni pubblici sono di tutti.” e “Rispettarli significa rispettare noi stessi.” La richiesta di ravvedimento è stata accompagnata dall’annuncio che, qualora necessario, saranno presentate denunce alle autorità competenti.
La vicenda ha suscitato commozione tra i frequentatori del parco e tra chi aveva contribuito alla realizzazione della casetta: quel piccolo spazio simbolico era diventato un esempio pratico di condivisione culturale e ora richiede un impegno rinnovato per essere ripristinato e protetto.
Tempistica, responsabilità e reazioni ufficiali
L’episodio è stato reso noto nel corso della giornata dell’8 Giugno 2026con riferimento alla notte tra il 6 e il 7 giugno e all’orario indicativo del danneggiamento, poco dopo le 23 del 6 giugno. Le verifiche con le autorità competenti sono in corso e le immagini di videosorveglianza sono al centro delle attività investigative: i tecnici comunali e le forze di polizia stanno collaborando per ricostruire i fatti e per identificare i responsabili.
Il sindaco ha avvertito che si procederà con le azioni necessarie per tutelare il bene pubblico, ma ha anche lasciato spazio alla possibilità che gli autori si presentino spontaneamente: un gesto che, oltre a evitare conseguenze legali, potrebbe contribuire a ricostruire il rapporto di fiducia con la comunità. Nel frattempo, la casetta resta un simbolo della cura civica che la comunità è chiamata a difendere.
La vicenda riporta al centro il tema del rispetto dello spazio comune e dell’importanza delle iniziative culturali condivise: la speranza è che, attraverso l’identificazione dei responsabili o un gesto di ravvedimento, si possa rapidamente tornare a fruire di uno spazio pensato per il bene collettivo.


