Il 5 Luglio 2026 le campagne nei dintorni di Jesi sono state al centro di un episodio di furto che ha danneggiato più di un proprietario di orto. In più riprese, ignoti hanno forzato l’ingresso di quattro appezzamenti situati in via Spina e hanno sottratto strumenti usati quotidianamente per la coltivazione. La dinamica dell’intervento e il tipo di attrezzature rubate hanno lasciato i residenti preoccupati per la sicurezza delle aree rurali.
La segnalazione è arrivata alle forze dell’ordine e sul posto sono intervenuti i militari del comando locale. Tra gli oggetti presi figurano un trattorino tre motocoltivatori e una rete per la raccolta delle olive mai usata, oltre ad altri materiali per un valore stimato in diverse migliaia di euro. I proprietari hanno raccontato che i ladri hanno aperto varchi rimuovendo le recinzioni metalliche per accedere agli appezzamenti.
Dettagli sul furto nei quattro orti di via Spina
Le operazioni dei malviventi hanno riguardato esattamente quattro orti distinti nella stessa area agricola. In ciascuno di questi appezzamenti è stata rilevata l’assenza di attrezzi o la presenza di recinzioni divelte che indicano una ricerca mirata di mezzi meccanici facilmente trasportabili. I proprietari hanno descritto una scena dove il danno non è solo economico, ma anche pratico: le attrezzature trafugate sono infatti strumenti quotidiani per la coltivazione e la cura delle piante.
Danni materiali e strumenti sottratti
Tra gli oggetti registrati come asportati c’è un trattorino che rappresenta un investimento importante per chi lavora piccoli lotti di terreno, e tre motocoltivatori strumenti essenziali per la lavorazione del suolo. In uno degli appezzamenti è stata portata via anche una rete nuova per la raccolta delle olive elemento che suggerisce come i ladri abbiano individuato attrezzature di facile vendita. Complessivamente il valore delle cose rubate è stato stimato in diverse migliaia di euro cifra che somma costi di sostituzione e perdita di produttività nel breve periodo.
Intervento e indagini dei Carabinieri della Compagnia di Jesi
Sul posto hanno operato i militari del locale comando. I Carabinieri della Compagnia di Jesi hanno raccolto le denunce dei proprietari e stanno eseguendo rilievi per ricostruire la dinamica dell’accesso agli orti e la rimozione delle recinzioni metalliche. Le forze dell’ordine stanno verificando eventuali tracce utili e cercando elementi che possano collegare i furti tra loro, considerando la concentrazione degli episodi nella stessa zona di via Spina.
Segnalazioni e supporto ai coltivatori
I residenti della zona sono stati invitati a segnalare qualsiasi movimento o vendita sospetta di strumenti agricoli che potrebbe essere collegata all’accaduto. I proprietari degli orti hanno manifestato la necessità di maggiori controlli e di soluzioni per custodire in sicurezza mezzi necessari alla coltivazione spesso lasciati in campagna per praticità. Nel frattempo i Carabinieri continuano le attività investigative per recuperare il materiale sottratto e individuare i responsabili.
La vicenda ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità delle aree rurali, dove attrezzature costose rimangono esposte. La combinazione di recinzioni forzate e la sottrazione mirata di macchine di lavoro indica un modus operandi che punta a beni facilmente trasportabili e rivendibili. Le indagini in corso proveranno a chiarire se si tratti di episodi isolati o di un’azione organizzata che ha interessato più proprietari nella stessa giornata.
La cronaca locale segue gli sviluppi del caso; gli esiti delle attività investigative dei Carabinieri della Compagnia di Jesi saranno fondamentali per comprendere l’entità del danno e recuperare quanto sottratto. Nel frattempo i coltivatori colpiti stanno valutando modalità migliori di conservazione degli strumenti agricoli per prevenire simili intrusioni in futuro.



