L’assegnazione dei posti barca attorno alla Mole Vanvitelliana ha scatenato un acceso dibattito pubblico nella città di Ancona. L’Autorità di Sistema Portuale ha decretato vincitrice la Asd Riviera del Conero, superando proposte presentate da realtà storiche come la Sef Stamura e l’associazione Pesca Sportiva del Lazzaretto. Sui social il sindaco Daniele Silvetti ha affidato alle sue parole una dura presa di posizione, evocando un sentimento di disgusto per il risultato della gara e sollevando perplessità sui criteri adottati.
Nel contempo l’unica realtà che ha conservato la propria concessione è stata l’associazione dei Pescatori Sportivi, mentre le altre potranno valutare eventuali impugnazioni. La vicenda porta in primo piano il conflitto tra logiche di mercato e il valore sociale e storico delle attività legate al mare: da una parte offerte economiche molto alte, dall’altra significative esperienze tecniche e di radicamento territoriale.
Risultati della gara e numeri che pesano
Secondo quanto emerso, la Asd Riviera del Conero si è imposta grazie a un canone annuo nettamente superiore al minimo richiesto, un elemento decisivo nella valutazione finale. Le offerte tecniche presentate dalle associazioni uscenti avevano ottenuto punteggi migliori dal punto di vista gestionale, ma sono state sorpassate dal peso della componente economica: in alcuni casi si parla di rialzi significativi, con aumenti indicativi del 230% e di circa il 700% rispetto alla base d’asta. La Sef Stamura, che vantava una presenza ultracentenaria nella gestione di circa 70 posti barca alla Mole, vede così interrompersi una lunga tradizione.
Chi conserva la concessione e possibili ricorsi
La conferma della concessione ai Pescatori Sportivi offre un elemento di continuità, ma le altre associazioni coinvolte hanno a disposizione strumenti amministrativi per tentare il recupero degli spazi perduti. Il ricorso amministrativo può diventare la via per mettere in discussione la legittimità delle scelte procedurali, in particolare se si riterrà che la valutazione tecnica sia stata eclissata da meccanismi esclusivamente economici. Sarà importante verificare i termini e i motivi che le associazioni adotteranno per eventuali azioni legali o istanze di revisione.
Le critiche del sindaco e il nodo dei criteri
Il sindaco Daniele Silvetti ha sottolineato come la procedura abbia privilegiato la logica commerciale a scapito dell’associazionismo sportivo e della storicità delle attività legate al porto. Secondo il primo cittadino, la gestione dei posti barca non è solo una questione di canoni ma anche di cucitura con la città, ovvero della capacità delle realtà locali di mantenere rapporti stretti con il tessuto sociale e marittimo. Le sue osservazioni non mirano tanto a colpire i vincitori quanto a mettere in discussione le regole che hanno reso possibile questo esito.
Il rischio per il tessuto cittadino
Tra le preoccupazioni espresse figura la possibile perdita di un pezzo di memoria collettiva e di servizi che nascono dal rapporto diretto con il mare: attività di navigazione, formazione, incontri sportivi e sociali che trovano senso proprio nel contesto locale. Il timore è che la prevalenza dell’offerta economica possa determinare una discontinuità con pratiche consolidate e ridurre lo spazio per l’associazionismo, indebolendo così legami e reti che da anni animano la vita portuale di Ancona.
Cosa attendersi nelle prossime settimane
La vicenda entrerà probabilmente in una fase di monitoraggio e di possibili impugnative: le associazioni che hanno perso la gestione possono presentare ricorsi e chiedere verifiche sui criteri adottati. Allo stesso tempo la pubblica opinione seguirà con attenzione eventuali sviluppi sul piano amministrativo e politico, con un dibattito che potrebbe indurre l’Autorità di Sistema Portuale a chiarire motivazioni e pesi assegnati ai vari elementi della gara. Qualunque sia l’esito, la questione mette in evidenza la necessità di trovare un equilibrio più chiaro tra sostenibilità economica e tutela delle identità locali quando si assegnano beni demaniali strategici.



