La questione del nuovo impianto crematorio ad Ancona si fa sempre più spinosa. Dopo le proteste dei cittadini di Bolignano, la giunta comunale è alla ricerca di alternative, ma la strada è in salita. Il sindaco Daniele Silvetti e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini hanno aperto a nuove ipotesi, tra cui quella di un’area vasta, ma i dettagli sono ancora nebulosi.
L’idea di costruire il crematorio nell’area dell’ex inceneritore di Bolignano, proposta come soluzione tecnica, sembra ormai tramontare. Le difficoltà legate alla morfologia del terreno e i costi aggiuntivi necessari hanno reso questa opzione meno attraente. “Non è una scelta politica”, ha chiarito Silvetti, sottolineando che la decisione finale sarà basata su criteri tecnico-scientifici.
L’ipotesi dell’area vasta e le reazioni dei Comuni limitrofi
Una delle novità emerse è l’ipotesi di realizzare l’impianto in un’area vasta, ovvero in un Comune limitrofo ad Ancona. Questa soluzione, però, non è priva di ostacoli. Molti dei Comuni vicini, come Falconara Marittima e Montemarciano, hanno già espresso la loro contrarietà. “La caccia al partner per la realizzazione del crematorio in area vasta non sembra semplice”, ha commentato Silvetti, che dovrà fare affidamento sulle sue doti di mediatore per convincere i colleghi sindaci.
L’assessore Tombolini ha confermato che l’amministrazione sta valutando diverse opzioni, ma ha precisato che al momento non ci sono atti formali per nessuna delle aree considerate. “Cerchiamo di trovare la soluzione migliore”, ha dichiarato, ribadendo che la comunicazione sulla pericolosità dell’impianto è priva di fondamento.
Le proteste dei cittadini e le critiche dell’opposizione
Le proteste dei cittadini di Bolignano, organizzati in un comitato, hanno avuto un impatto significativo sulla decisione della giunta. Il capogruppo di Altra Idea di Città, Francesco Rubini, ha criticato l’amministrazione per le scelte precedenti, definendole errate. “Su due localizzazioni ne avete sbagliate due, vedete se la terza sarà quella fortunata”, ha commentato durante il Consiglio comunale.
Rubini ha anche sollevato la questione del vincolo paesaggistico sull’area di Bolignano, risalente ai primi anni duemila. Tombolini ha risposto che questo vincolo non incide sulla realizzazione dell’impianto, ma ha riconosciuto la necessità di trovare una soluzione compatibile con le sensibilità del territorio.
Le prossime mosse e le scadenze elettorali
La giunta si augura di avere altre ipotesi entro settembre, ma la strada è ancora lunga. Le ditte incaricate dei lavori premono per iniziare, mentre la città ha dimostrato la forza dello strumento-comitato. “Soddisfare tutti è impossibile”, ha ammesso Silvetti, ma le scelte impopolari non si prendono a cuor leggero.
La Regione Marche avrebbe suggerito di posticipare la decisione al dopo elezioni politiche del 2027, ma nel 2028 toccherà ad Ancona andare al voto, con Silvetti in cerca di riconferma. La questione del crematorio, quindi, potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro politico della città.



