Il 5 settembre 2026, Sassoferrato ha ospitato l’unica tappa marchigiana della décima edizione dell’Alzheimer Fest un evento itinerante che ha visto la partecipazione di Roberta Leri, presidente della Commissione regionale Pari Opportunità. La manifestazione, che ha attraversato l’Italia da nord a sud, ha scelto questa località per la sua comunità accogliente ed inclusiva recentemente riconosciuta come Comunità amica delle persone con demenza nel quadro del progetto europeo Dementia Friendly Community.
La conoscenza come strumento di inclusione
Roberta Leri ha sottolineato come eventi come l’Alzheimer Fest siano occasioni preziose per creare confronto e discussione, fondamentali per conoscere la malattia e tutto ciò che comporta. “Una manifestazione dove la fragilità non viene nascosta ma condivisa”, ha affermato Leri, “perché la conoscenza è l’unico strumento per abbattere pregiudizi e paure.”
L’impegno delle istituzioni e il ruolo delle donne
La presidente ha anche richiamato l’attenzione su un aspetto che riguarda profondamente le donne, maggiormente colpite dalla malattia e ancora prevalentemente cariche dell’assistenza e della cura dei familiari. “Come istituzioni”, ha dichiarato Leri, “proseguiremo a impegnarci in maniera condivisa, lavorando in sinergia con il terzo settore e le comunità, per creare una rete di servizi sempre più attiva e a supporto delle famiglie e facendo in modo che i malati e chi li assiste ottengano la giusta dignità.”
Sassoferrato, un modello di inclusione
La scelta di Sassoferrato come unica tappa marchigiana non è casuale. La città rappresenta un esempio di comunità inclusiva dove l’accoglienza e l’inclusione delle persone con demenza sono al centro delle politiche locali. Questo riconoscimento è il frutto di un lavoro costante e condiviso, che vede coinvolti non solo le istituzioni, ma anche le associazioni e i cittadini.
L’Alzheimer Fest ha così offerto l’opportunità di riflettere su temi cruciali, come l’importanza della consapevolezza e della solidarietà e di promuovere una cultura dell’inclusione che possa fare la differenza nella vita di chi convive con questa malattia e delle loro famiglie.



