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Addio a Adriano Ciaffi: l’omaggio dell’Assemblea legislativa delle Marche

L’Assemblea legislativa delle Marche ha commemorato Adriano Ciaffi, scomparso a 90 anni: un ritratto della sua attività politica da Montecitorio alla presidenza regionale e le parole del Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui

Addio a Adriano Ciaffi: l’omaggio dell’Assemblea legislativa delle Marche

L’Assemblea legislativa delle Marche ha celebrato in Aula il ricordo di Adriano Ciaffi figura storica della politica regionale e nazionale, scomparso pochi giorni fa all’età di novant’anni. L’evento istituzionale, registrato il 30.06.2026 alle 12:43, ha riunito consiglieri e rappresentanti per ricordare il suo percorso pubblico, dalla carriera parlamentare fino alla guida della Regione marche.

Nel richiamare la memoria dell’ex presidente, l’Assemblea ha voluto sottolineare sia il ruolo politico sia il valore del suo servizio alle istituzioni. Le parole pronunciate in Aula hanno messo in evidenza come la sua attività abbia lasciato un segno nella storia istituzionale marchigiana e nelle relazioni tra rappresentanti e cittadini.

Il ricordo in Aula e le parole di Gianluca Pasqui

Il Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui ha aperto il breve omaggio formale richiamando il profilo di servitore delle istituzioni di Ciaffi e il clima di confronto che caratterizzava la stagione politica in cui operò. «È doveroso oggi ricordare non soltanto l’uomo politico; le nostre più sentite condoglianze, a lui va oggi il rispetto di questa Assemblea», ha detto Pasqui prima di invitare l’Aula a un minuto di raccoglimento. Questa citazione è stata posta come linea guida del saluto ufficiale e ha sintetizzato il sentimento comune di rispetto espresso dall’istituzione.

Nel corso dell’omaggio sono emersi riferimenti alla capacità di Ciaffi di agire con un senso dello Stato e a una netta consapevolezza del valore della rappresentanza elementi che, secondo il Presidente, caratterizzarono il suo modo di operare nella vita pubblica regionale e nazionale.

La carriera politica: Montecitorio, la presidenza regionale e le esperienze parlamentari

Il profilo politico di Adriano Ciaffi è segnato da tappe precise: entrato a Montecitorio per la prima volta nel 1968 è stato parlamentare per cinque legislature, figura di riferimento nelle diverse fasi della sua carriera. Nel periodo 1975-1978 ha ricoperto il ruolo di presidente della Regione Marche esperienza che lo ha reso protagonista nello sviluppo dell’ente regionale nei primi anni della sua storia autonoma.

Nel ricostruire la sua vicenda istituzionale, l’Assemblea ha evidenziato come la sua presenza abbia toccato temi di riforma e organizzazione delle autonomie locali, e come la sua attività parlamentare abbia contribuito alla formazione di politiche che hanno influenzato la vita amministrativa delle Marche. Il riferimento alle tappe a Montecitorio rimarca il legame tra azione locale e responsabilità nazionale mantenuto per l’intera carriera.

Radici locali e rapporto con Macerata

Originario di Macerata Ciaffi è stato ricordato anche come punto di riferimento per la comunità cittadina: la sua attività politica è sempre rimasta ancorata a un rapporto diretto con il territorio, dalle piazze ai luoghi istituzionali. È stato sottolineato come la sua esperienza abbia formato generazioni di amministratori locali e come il suo impegno abbia avuto un forte risvolto civico e culturale nella provincia.

Il commiato istituzionale dell’Assemblea si è quindi intrecciato con il ricordo pubblico di una figura che, secondo i presenti, ha saputo incarnare il ruolo della rappresentanza con rigore e continuità.

Affinità politiche e ruolo nelle formazioni partitiche

Nell’analisi della carriera di Ciaffi, l’Assemblea ha ricordato la sua militanza in formazioni che hanno segnato la storia politica italiana nel secondo dopoguerra e oltre: dal profilo di esponente della Democrazia cristiana fino ai successivi passaggi nei partiti che ne hanno raccolto l’eredità politica a livello nazionale e regionale. Questo percorso ha contribuito a definire la natura plurale del suo impegno pubblico.

L’omaggio in Aula ha quindi reso evidenti due aspetti: l’accento sulla dignità del servizio istituzionale e il riconoscimento pubblico di una carriera che ha toccato sia le istituzioni regionali che quelle nazionali. La commemorazione si è svolta con la sobrietà propria del Palazzo e con la partecipazione delle istituzioni che, attraverso parole ufficiali e silenzi condivisi, hanno tracciato il segno lasciato da Ciaffi nella vita pubblica delle Marche.

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