Il diritto alla casa torna al centro dell’attenzione nelle Marche, grazie all’iniziativa di Sunia, Sicet e Uniat Marche. Queste associazioni stanno lavorando per aggiornare gli accordi territoriali sui canoni concordati nella provincia di Ancona, con l’obiettivo di rendere l’affitto più accessibile e sostenibile per famiglie e lavoratori.
L’iniziativa mira a coniugare sostenibilità economica e giustizia sociale offrendo un’alternativa al mercato libero che spesso spinge i prezzi fuori dalla portata di molti. Il contratto di locazione a canone concordato è stato concepito per incentivare la legalità e la trasparenza, offrendo vantaggi sia agli inquilini che ai proprietari.
Il meccanismo dei canoni concordati
Il canone concordato non è fissato liberamente dalle parti, ma è determinato secondo parametri e fasce di indici stabiliti da accordi territoriali sottoscritti tra associazioni di inquilini e associazioni di piccoli proprietari. Questi accordi sono poi protocollati dai Comuni.
Il risultato è un affitto calmierato sempre inferiore a quello di mercato, che non penalizza il proprietario. Chi sceglie il canone concordato beneficia di una cedolare secca agevolata al 10% rispetto al 21% del canone libero, e di possibili riduzioni Imu deliberate dai singoli Comuni.
Ripopolare i quartieri e rivitalizzare le aree
Oltre a rendere l’affitto più accessibile, il canone concordato è anche uno strumento di politica urbana. Rendendo economicamente conveniente affittare immobili inutilizzati in zone meno centrali o in quartieri in via di spopolamento, si favorisce la circolazione del patrimonio abitativo e si contribuisce alla rivitalizzazione di aree che altrimenti resterebbero abbandonate.
Meno case sfitte, più famiglie insediate, più comunità vive: questo è l’obiettivo ultimo dell’iniziativa. Il percorso di aggiornamento ha preso avvio dai Comuni di Jesi e Senigallia quest’ultimo con una disciplina risalente addirittura al 2004, per estendersi progressivamente agli altri centri della provincia.
Accordi specifici per Osimo, Ancona e Fabriano
Sono già previsti accordi specifici per OsimoAncona e Fabriano mentre per i Comuni più piccoli si lavora alla creazione di percorsi cumulativi che raggrupperanno più enti locali in ambiti territoriali omogenei. Questo approccio garantisce una gestione più snella e uniforme delle fasce di prezzo.
Il lavoro si svolge in commissioni composte dalle associazioni degli inquilini e dai rappresentanti dei piccoli proprietari maggiormente rappresentativi sul territorio, con la collaborazione degli amministratori comunali, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente.
Proteggere il diritto alla casa
Proteggere il diritto alla casa non è solo una questione di regolamentazione dei contratti. L’obiettivo è sostanziale: offrire canoni sostenibili alle famiglie, dare certezze contrattuali ai proprietari che scelgono la legalità e contrastare il fenomeno del sommerso che penalizza l’intero mercato delle locazioni.
In una fase in cui il caro-affitti è diventato un problema strutturale anche nei centri di medie dimensioni, il canone concordato può rappresentare una risposta concreta. A patto che gli accordi territoriali siano aggiornati, condivisi e realmente applicati.



