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Rifiuti e poteri ai Comuni, perché il voto del 19 maggio 2026 crea incertezze

Dopo il voto del 19 maggio 2026 Andrea Nobili esprime preoccupazione per il trasferimento di funzioni ai Comuni senza garanzie tecniche e organizzative

Rifiuti e poteri ai Comuni, perché il voto del 19 maggio 2026 crea incertezze

Il 19 maggio 2026 l’Assemblea legislativa delle Marche ha approvato una serie di modifiche alla legge regionale del 2009 sulla gestione dei rifiuti e sulla bonifica dei siti inquinati. In seguito al voto, il capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, Andrea Nobili, ha manifestato la propria contrarietà, rimarcando che non è possibile trasferire compiti così delicati senza adeguate garanzie di competenza, strumenti e organizzazione. L’attenzione si concentra sulla necessità di trovare un equilibrio tra l’autonomia degli enti locali e la responsabilità della Regione nel garantire standard omogenei e tutela ambientale.

La posizione di Nobili non nasce da un rifiuto pregiudiziale della devoluzione di funzioni, ma da un richiamo puntuale alle condizioni necessarie perché un trasferimento di competenze sia efficace. In particolare, il consigliere ha sottolineato tre elementi fondamentali: la verifica preventiva della capacità dei Comuni, l’adozione di criteri regionali uniformi e l’istituzione di un monitoraggio periodico dell’attuazione delle norme. Queste richieste sono state avanzate come emendamenti durante la seduta, alcuni dei quali sono stati respinti mentre altri sono stati accolti.

Il voto e le modifiche approvate

Nel corso della seduta, il primo emendamento proposto sull’articolo 1 ha ottenuto il via libera, mentre il secondo emendamento riferito allo stesso articolo è stato respinto. Le proposte di modifica presentate per l’articolo 2 non hanno trovato accoglimento e sono state entrambe respinte, mentre l’emendamento relativo all’articolo 3, che introduceva disposizioni sul monitoraggio della legge, è stato approvato. Questo esito ha generato, secondo Nobili, una sensazione di incompletezza normativa, perché parti della riforma sono state modificate senza che siano state assicurate le condizioni amministrative e tecniche per una piena operatività sul territorio.

Quali emendamenti sono passati o respinti

La sequenza dei voti è significativa: l’accoglimento del primo emendamento all’articolo 1 mostra un’apertura a qualche cambiamento di impostazione, ma il respingimento del secondo emendamento e delle due proposte su articolo 2 lascia scoperti punti di natura gestionale e procedurale. L’approvazione dell’emendamento sull’articolo 3 ha introdotto un elemento di controllo, tuttavia, secondo il capogruppo, il solo monitoraggio non compensa l’assenza di criteri preventivi e di una verifica sulle risorse e sulle competenze necessarie ai Comuni per assumere nuovi incarichi in materia di ambiente.

Le critiche del capogruppo Andrea Nobili

Il commento di Andrea Nobili è stato chiaro: non si possono trasferire funzioni senza rassicurazioni sulle competenze e sugli strumenti disponibili. Il capogruppo ha richiamato la responsabilità pubblica della Regione nel fornire una regia capace di coordinare interventi, promuovere criteri condivisi e tutelare gli equilibri finanziari degli enti locali. Ha ribadito che la proposta di modifica deve garantire uniformità nei controlli e rispetto delle normative, evitando soluzioni che possano creare disparità tra territori o indebolire gli standard ambientali già definiti.

I tre nodi al centro della contestazione

Nobili ha sintetizzato le sue riserve in tre punti: prima, la necessità di una verifica preventiva della capacità dei Comuni di gestire le nuove competenze; seconda, l’adozione di criteri regionali uniformi che evitino frammentazioni e disallineamenti; terza, l’istituzione di un monitoraggio periodico dell’attuazione della legge per valutare risultati e criticità. Senza questi tre elementi, ha avvertito, il rischio è quello di trasferire responsabilità senza strumenti adeguati, con possibili ricadute negative sulla qualità del servizio e sulla tutela dell’ambiente.

Conseguenze e scenari futuri

La posizione espressa dall’opposizione porta ad un giudizio complessivamente contrario sull’impianto approvato, ma apre anche il dibattito su eventuali correttivi futuri. Serve, a giudizio di Nobili, un percorso che integri la capacità tecnica degli enti locali con un quadro regionale chiaro e vincolante, accompagnato da risorse e formazione. Nei prossimi passaggi normativi e amministrativi sarà importante verificare come verranno tradotti in pratica i principi approvati il 19 maggio 2026 e se verranno adottati ulteriori strumenti per garantire una transizione ordinata e rispettosa degli obiettivi di tutela ambientale.

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