10 Ottobre 2026 ☁ 20°

Restituzione Fiscale: Verdi Sinistra per tagliare le imposte al 98%

Una proposta che sposta il carico fiscale dal lavoro alla ricchezza, offrendo più stipendio a chi guadagna meno di 90mila euro.

Restituzione Fiscale: Verdi Sinistra per tagliare le imposte al 98%

Il partito Alleanza Verdi Sinistra (AVS) ha annunciato una riforma fiscale definita “Restituzione Fiscale”. L’idea centrale è ridurre l’onere tributario per il 98% dei contribuenti ovvero più di 40 milioni di persone, finanziando la misura con un’imposta sui patrimoni superiori a 5,4 milioni di euro. La proposta prevede la cancellazione delle attuali aliquote IRPEF, sostituendole con una funzione continua ispirata al modello tedesco, per eliminare il cosiddetto fiscal drag.

Come funziona la revisione dell’IRPEF

Secondo il progetto, l’IRPEF non avrà più scaglioni fissi: l’imposta sarà calcolata in maniera graduale, garantendo una progressività reale. Chi guadagna fino a 90mila euro lordi annui vedrà diminuire la propria pressione fiscale. In particolare, chi ha un reddito tra 20.000 e 40.000 euro potrà risparmiare in media il 29% con un incremento mensile di almeno 100 euro. Chi percepisce 20.000 euro annui beneficerà di una riduzione del 64% mentre la fascia più bassa, compresa nella no-tax area e sotto i 20.000 euro potrà godere di una riduzione dell’85%.

Finanziamento: la tassa patrimoniale sui super-ricchi

Le stime del MEF indicano che la riforma costerebbe circa 22 miliardi di euro all’anno. Il gettito necessario sarebbe coperto da due fonti: una tassa patrimoniale che colpirebbe circa 50.000 persone – lo 0,1% più ricco d’Italia – con un valore netto superiore a 5,4 milioni di euro generando 15 miliardi di euro. La restante quota, pari a 7 miliardi verrebbe ottenuta mediante un’intensificata lotta all’evasione fiscale.

Impatto sulla redistribuzione della ricchezza

Il proponente principale, Gioia Santarelli segretaria regionale di Sinistra Italiana e coordinatrice di AVS, definisce la misura una “rivoluzione copernicana” del sistema tributario. Per lei, lo spostamento del carico dal lavoro alla rendita eliminerà le cosiddette “condoni” e ridurrà la pressione sui lavoratori, i pensionati e la classe media, facendo sì che ogni euro recuperato dalla lotta all’evasione ritorni direttamente nelle tasche dei dipendenti.

La proposta si colloca in un contesto di crescente disuguaglianza patrimoniale, con la maggior parte del gettito attuale proveniente da chi ha già un reddito stabile. L’obiettivo dichiarato è una giustizia fiscale capace di redistribuire la ricchezza accumulata in maniera fortemente diseguale, rispondendo a una domanda di società più equa e solidale.

Il progetto, pur essendo ambizioso, è già stato inserito nella programmazione di AVS per le prossime elezioni regionali e nazionali. La sfida principale rimane la costruzione di un consenso parlamentare capace di approvare sia la riforma dell’IRPEF che l’introduzione della tassa patrimoniale. Il partito sottolinea che il cambiamento è possibile “se ci si vuole”, lasciando intendere che la spinta politica è pronta a muoversi verso una riforma che potrebbe cambiare il volto del fisco italiano.

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