L’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri a ascoli piceno, avvenuta il 9 ottobre 2026, doveva rappresentare la restituzione alla cittadinanza di un gioiello architettonico e la celebrazione di un progetto di restauro sostenuto da quasi 40 milioni di euro provenienti dal PNRR e dal Fondo Complementare Sisma. Tuttavia, l’evento è stato rapidamente trasformato in una arena di contestazione politica.
Critiche del Partito Democratico all’organizzazione dell’inaugurazione
Il segretario comunale del PD, Alessio Ceci, ha definito la cerimonia una “passerella di propaganda elettorale”. Secondo le sue parole, invece di promuovere una partecipazione spontanea e inclusiva, le autorità hanno puntato a una mobilitazione mirata di dipendenti comunali, realtà sportive e associazioni, nell’intento di creare una “claque” per i riflettori nazionali. Il risultato, a suo avviso, è stato quello di mettere in secondo piano il valore storico del restauro a favore di striscioni e strette di mano che celebravano la leadership governativa.
Il ruolo dei fondi europei e la contraddizione del governo
Il rilievo dell’intervento sovvenzionato è stato ulteriormente minato dal fatto che i fondi del PNRR a cui il partito al governo si era opposto in passato, sono stati ora impiegati per realizzare l’opera. Il PD denuncia una sorta di “trofeo di partito”, in cui le risorse europee sono state trasformate in simbolo di vittoria politica anziché in investimento per il bene comune.
Domande sulla gestione della sicurezza e delle exclusioni
Andrea Dominici, consigliere comunale e capogruppo di Ascolto e Partecipazione, ha richiesto chiarimenti riguardo alle numerose segnalazioni di identificazioni effettuate da polizia, Digos e carabinieri durante l’evento. Sono state segnalate esclusioni arbitrarie di persone in base al loro vestiario o aspetto, un fatto che, a suo dire, è “gravissimo” per una festa che doveva essere “della città e per la città”.
Le richieste di un approccio più concreto da parte del governo
Il PD ha anche espresso il desiderio che la presenza della Presidente del Consiglio fosse accompagnata da un confronto diretto con i lavoratori del distretto dell’elettrodomestico nelle aree interne delle Marche. Tale incontro avrebbe dovuto affrontare le preoccupazioni legate alla tenuta occupazionale di fronte alle decisioni delle multinazionali, invece di ridursi a una mera foto-opportunità.
Nonostante le critiche, il gruppo parlamentare ha riconosciuto il contributo delle maestranze, degli uffici comunali, del dirigente Galanti e degli studi tecnici che hanno reso possibile il restauro. Il rispetto per la professionalità di questi soggetti è stato sottolineato come elemento fondamentale per la riuscita dell’intervento.
Infine, il consigliere ha rimarcato l’ipocrisia di Fratelli d’Italia, che in passato aveva ostacolato il PNRR e ora ne beneficia dei finanziamenti per progetti come questo, definendo il risultato un “trofeo di partito” che non sarebbe stato possibile senza il sostegno europeo.



