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Caos viario per pochi posti auto alla Casa e all’Ospedale di Comunità di Jesi

Le 47-50 posti auto non bastano: code, richieste al sindaco e nuove proposte di trasporto per l’ospedale di Jesi.

Caos viario per pochi posti auto alla Casa e all’Ospedale di Comunità di Jesi

Il Comune di Jesi ha avviato, a partire dal 23 settembre, la fruizione della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità. Le strutture, realizzate con fondi Pnrr, dovevano alleggerire la pressione sull’ospedale carlo urbani. Tuttavia, l’inaugurazione ha generato un improvviso aumento del traffico veicolare nella zona di via Aldo Moro, l’arteria principale di accesso alle ambulanze.

Le aree di sosta interne, pensate per ospitare 50 posti auto si sono rivelate insufficienti. Alcune comunicazioni fanno riferimento a 47 posti disponibili, ma in entrambi i casi la capacità non copre la domanda di pazienti, operatori e visite occasionali. Il risultato è una serie di lunghe file in sosta vietata lungo via Aldo Moro, creando difficoltà non solo ai pazienti ma anche al soccorso sanitario.

Richieste del Tribunale del Malato e risposta comunale

Pasquale Liguori, coordinatore del Tribunale del Malato ha scritto al sindaco Lorenzo Fiordelmondo chiedendo soluzioni rapide. Nella missiva, Liguori sottolinea che “solo 47 posti auto sono assolutamente insufficienti” e sollecita la realizzazione di ulteriori parcheggi sull’area verde comunale adiacente alle nuove strutture, già individuata in passato come possibile espansione.

Il sindaco Fiordelmondo ha risposto affermando che il problema dei parcheggi è noto da anni e che l’Amministrazione sta lavorando per trovare una “soluzione concreta”. Ha precisato che la comunicazione del trasferimento dei servizi dalla sede di via Veneto è avvenuta soltanto due giorni prima dell’avvio, limitando la possibilità di una pianificazione condivisa della viabilità. Parallelamente, la Giunta collabora con Conerobus per potenziare il trasporto pubblico locale e migliorare gli accessi al polo ospedaliero.

Altri snodi critici: personale, primariato e primi pazienti

Nel frattempo, la nomina del nuovo primario dell’Urologia di Jesi è oggetto di contestazione. L’avvocato Andrea Nobili ha presentato un’interrogazione chiedendo massima trasparenza sui criteri di selezione, ritenuti troppo orientati al “profilo manageriale” e non sufficientemente legati alle competenze cliniche.

Il 24 settembre, i primi due pazienti hanno varcato la soglia dell’Ospedale di Comunità: uno proveniva da un reparto del Carlo Urbani, l’altro dal nucleo di valutazione Uvi. Non è stato ancora attivato l’ingresso diretto dal pronto soccorso, una scelta voluta per decongestionare la zona in vista dell’influenza stagionale. La normativa regionale prevede che il 20 % dei posti letto (3 su 15) provenga dal reparto di emergenza-urgenza, il 30 % dalle dimissioni protette e il 50 % dal domicilio o dalle case di riposo, previa valutazione dell’Uvi.

Prospettive di ampliamento e richieste dei consiglieri

L’assessore alla Salute, Calcinaro, ha annunciato l’intenzione di raddoppiare i posti letto, passando da 15 a 30 con un finanziamento di un milione di euro entro l’anno. Il consigliere Giacomo Mosca, dalla maggioranza jesina, ha però richiesto una delibera regionale formale e ispezioni con i consiglieri comunali per verificare lo stato di manutenzione dell’ospedale Urbani, ritenendo insufficienti le dichiarazioni senza documentazione scritta.

Il personale sanitario dell’Ospedale di Comunità è già operativo: sette infermieri, sette operatori socio-sanitari, un coordinatore infermieristico, due fisioterapisti, e una presenza medica di quattro ore e mezza al giorno grazie ai medici di medicina generale, oltre a una guardia medica 24 h in sede.

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