Nel pomeriggio di venerdì 2 ottobre, una nave cisterna bandiera panamense che solcava le acque al largo delle coste marchigiane ha trasmesso un segnale di emergenza. L’equipaggio ha riferito che un marittimo di nazionalità filippina era stato colto da un malore improvviso e necessitava di cure immediate. La segnalazione è pervenuta alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Ancona alle ore 16:20, dando il via a una catena di interventi che ha coinvolto diverse realtà di soccorso.
Allarme e attivazione della risposta di emergenza
Appena ricevuta la chiamata radio, il personale di controllo ha predisposto il medevac e ha allertato il 118, la Croce Gialla di Ancona e il servizio di automedica. L’obiettivo era garantire che, non appena il soccorso fosse arrivato in porto, fossero disponibili i mezzi sanitari necessari per la stabilizzazione del paziente. La prontezza dei soggetti coinvolti è stata fondamentale per evitare ulteriori complicazioni in una situazione potenzialmente critica.
Intervento della motovedetta CP 861
La motovedetta CP 861 imbarcazione di soccorso della Guardia Costiera di Ancona, è stata lanciata immediatamente verso la nave in difficoltà. Dopo aver individuato l’obiettivo, l’equipaggio ha eseguito le manovre necessarie per avvicinarsi in sicurezza. Alle ore 17:34 è stato completato il trasferimento a bordo del marittimo filippino, che è stato collocato in una zona protetta dell’imbarcazione mentre venivano somministrate le prime cure di emergenza.
Ritorno al porto di Ancona e trattamento ospedaliero
Una volta a bordo, la CP 861 ha impostato rotta verso il porto di Ancona, raggiungendolo alle ore 18:17. All’ormeggio, il personale sanitario del 118 era già in attesa, pronto a prendere in consegna il paziente. Il marittimo è stato rapidamente trasferito al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette dove i medici hanno avviato gli accertamenti necessari e le terapie richieste per il suo grave stato di salute.
L’intervento coordinato ha dimostrato l’efficacia della rete di emergenza marittima della zona. La tempestiva comunicazione, la disponibilità di risorse operative e il coordinamento tra la Guardia Costiera, la Capitaneria di Porto e le strutture sanitarie hanno permesso di salvare una vita in meno di due ore dall’allarme iniziale.



