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Nuovo strumento forense UniCam-UniMC per datare la morte

Un’invenzione interdisciplinare promette di rendere più precise le stime temporali nelle indagini forensi.

Nuovo strumento forense UniCam-UniMC per datare la morte

Il 25 maggio 2026, davanti a un pubblico di studiosi e autorità locali, è stato svelato al Politeama di Tolentino il brevetto intitolato “Metodo per determinare un’epoca di morte di un cadavere”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Università di Camerino e l’Università di Macerata, ed è frutto di un lavoro che ha unito competenze medico-legali, informatiche e matematiche.

Presentazione ufficiale e riconoscimenti istituzionali

Alla cerimonia hanno partecipato i rettori John McCourt (UniMC) e Graziano Leoni (UniCam), affiancati dal sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. Sono intervenute anche Claudia Cesari, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza UniMC, e Lucia Ruggeri, responsabile della Scuola di Giurisprudenza UniCam. Gli inventori – Roberto Scendoni, Mariano Cingolani, Piergiorgio Fedeli, Laura Baldelli, Giovanni Bianchini e Luca Tomassini – hanno illustrato le motivazioni alla base del progetto.

John McCourt ha sottolineato che si tratta del primo brevetto dell’Università di Macerata, frutto della curiosità e del coraggio di ricercatori capaci di fondere discipline diverse. Graziano Leoni ha evidenziato come il risultato dimostri il valore concreto della collaborazione interuniversitaria per il territorio.

Il nuovo metodo: integrazione di temperatura e umor vitreo

Determinare l’intervallo post-mortem (PMI) è tradizionalmente una delle sfide più ardue della medicina legale, poiché nessun singolo indicatore può fornire una risposta definitiva. Il brevetto non propone una nuova formula ma un software che aggrega le misurazioni di temperatura corporea, basate sul nomogramma di Henssge del 1988, con le numerose equazioni già esistenti per l’analisi dell’umor vitreo.

Formule vitreali e loro contestualizzazione

All’interno dell’applicazione sono inserite le equazioni basate su potassio, ipoxantina, albumina, urea e ammonio, ognuna delle quali è accompagnata da metadati che indicano la popolazione di riferimento, il metodo analitico e le condizioni ambientali in cui è stata sviluppata. Questo archivio permette al medico legale di selezionare, confrontare e combinare i risultati, ottenendo un intervallo di tempo espresso in ore e minuti con il relativo margine di errore.

Il sistema, ispirato ai tradizionali strumenti di lettura medico-legale, è progettato per essere aggiornato costantemente con nuove formule provenienti dalla ricerca scientifica. Sebbene non sostituisca il giudizio del perito, fornisce un supporto decisionale più immediato e trasparente, evidenziando le assunzioni e i limiti di ciascun calcolo.

Prospettive di utilizzo e sviluppo futuro

L’applicazione è pensata sia per la pratica forense, sia per la ricerca. Nei laboratori più piccoli, dove l’esperienza con l’umor vitreo può mancare, la biblioteca di formule integrata offre una base omogenea per effettuare stime affidabili. Inoltre, la possibilità di inserire nuovi dati potrà alimentare un database condiviso, consentendo di affinare gli algoritmi e di verificare la loro robustezza su popolazioni diverse.

Il brevetto, depositato il 30 aprile 2024 e concesso dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, stabilisce una protezione nazionale che il team intende estendere a livello europeo. In futuro potrebbe essere resa disponibile una versione gratuita per gli specialisti, con la condizione di condividere i casi inseriti per migliorare la qualità del dataset.

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