Il 29 settembre 2026, intorno alle 21:46, una operatrice di asilo ha subito una brutta caduta nella zona di Largo Staffette Partigiane a Ancona. La fessura nel manto stradale – descritta da testimoni come una “mega buca” – l’ha trascinata a terra, provocandole una lesione alla gamba. Dopo l’incidente, la donna è stata soccorsa dai vigili e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette dove le è stata diagnosticata una frattura. L’evento ha messo in luce la condizione di degrado di un’area frequentata da famiglie e bambini.
Il degrado urbano di Largo Staffette Partigiane
L’area compresa tra via Gigli e via Ciavarini è caratterizzata da una vegetazione rigogliosa ma invasiva muri imbrattati di graffiti e numerosi edifici abbandonati. All’interno di questi locali sono rimasti cumuli di calcinacci, coperte e materassi usati come barricate improvvisate da persone senza fissa dimora. Le reti di protezione installate per isolare i locali chiusi sono state forzate in diversi punti, lasciando accessibili spazi dove i giovani possono accamparsi. La presenza di un mural colorato lungo il perimetro interno, pur rappresentando un segno di vitalità artistica, è ormai minacciata da atti di vandalismo che hanno già colpito le rampe di accesso alla zona verde di via Antinori.
Segnalazioni al Comune e la risposta delle autorità
Nel corso degli ultimi mesi, diversi residenti hanno inviato segnalazioni al Comune di Ancona per denunciare la presenza della buca e il deterioramento delle infrastrutture. Nonostante le ripetute richieste, l’intervento risulta ancora assente, e l’area continua a rappresentare un pericolo concreto per chi la frequenta quotidianamente, soprattutto per le famiglie che portano i propri figli all’area giochi. L’incidente dell’operatrice ha riacceso il dibattito pubblico, con i cittadini che chiedono un intervento immediato per riparare la strada, rimuovere i detriti e garantire la sicurezza dei più vulnerabili.
Impatto sulla comunità locale
La zona di Largo Staffette Partigiane, un tempo vivace grazie a negozi e attività commerciali, ora ospita solo le tracce di una realtà in declino. La chiusura di diversi esercizi ha lasciato vuoti che sono stati colmati da strutture informali e da una rete di rifugi temporanei. La popolazione locale, soprattutto chi ha figli piccoli, si trova a dover scegliere tra i benefici di un’area verde e il rischio di incidenti dovuti a infrastrutture trascurate. L’evento ha messo in evidenza l’urgenza di una riqualificazione integrata: dalla riparazione della mega buca alla gestione dei rifiuti abbandonati, fino alla manutenzione delle opere d’arte urbana per preservarne il valore culturale.
Prospettive future e richieste dei cittadini
Alla luce dell’accaduto, i residenti hanno lanciato un nuovo appello al Comune, chiedendo un piano d’azione rapido e trasparente. Tra le richieste più pressanti figurano la chiusura definitiva della buca, la pulizia di tutto il perimetro da detriti e la reinstallazione di barriere di sicurezza adeguate. Inoltre, si sollecita una maggiore vigilanza contro i vandalismi che continuano a danneggiare le infrastrutture pubbliche, compresi i sportelli degli armadi a muro contenenti i contatori delle utenze, già oggetto di atti di depredazione. Solo una risposta coordinata potrà restituire alla zona la sicurezza e la dignità che le famiglie e i commercianti meritano.



