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Bimba di tre anni soccorsa alle Fiere di San Settimio muore dopo sei

Una festa si trasforma in tragedia: la piccola è morta per un chicco d’uva e i genitori scelgono la donazione degli organi.

Bimba di tre anni soccorsa alle Fiere di San Settimio muore dopo sei

Il 23 settembre, nella prima giornata delle Fiere di San Settimio a Jesi, una bambina di tre anni è improvvisamente caduta in difficoltà respiratoria vicino all’Arco Clementino. Un acino d’uva, inghiottito accidentalmente, ha ostruito le vie aeree, provocando un rapido arresto cardiaco. L’evento, avvenuto intorno alle 18.30-19.00, ha immediatamente sconvolto i presenti, che hanno cercato di intervenire tra la confusione della manifestazione.

Il soccorso è stato attivato quasi subito: un medico che si trovava casualmente nella zona ha avviato le prime manovre di rianimazione, mentre i volontari della Croce Rossa hanno proseguito con la compressione toracica. L’ambulanza è arrivata in pochi minuti, trasportando la piccola in condizione di arresto al pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi, dove è stato tentato il ripristino del battito.

Il drammatico episodio alle Fiere di San Settimio

Dopo il primo soccorso sul posto, la bambina è stata stabilizzata e trasferita in elisoccorso Icaro, decollato da Torrette, per raggiungere l’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Lì è stata intubata e posta in terapia intensiva, dove le cure hanno richiesto una sedazione farmacologica profonda e la ventilazione meccanica. Nei giorni successivi la sua condizione è rimasta critica, con il personale medico che ha monitorato costantemente i segni vitali.

Intervento dei soccorsi e trasporto

Il volontario ambulante barese di frutta che aveva venduto la busta d’uva alla madre, ha raccontato il caos: la madre, disperata, ha cercato aiuto tra la folla, mentre i soccorritori lottavano per liberare le vie aeree della piccola. Nonostante gli sforzi dei soccorritori, il cuore della bambina ha ripreso solo per pochi istanti, e il percorso verso il Salesi è stato continuo, con monitoraggi continui per evitare un nuovo arresto.

Il percorso ospedaliero e il finale tragico

Dopo sei giorni di lotta contro le complicazioni, il 29 settembre 2026 il collegio medico dell’ospedale pediatrico Salesi ha dichiarato la morte della piccola alle 19.45. La comunicazione, inviata dal reparto, ha precisato che la condizione disperata non è riuscita a migliorare nonostante le terapie avanzate. Il dolore ha avvolto la famiglia e la comunità di Jesi, che ha seguito con angoscia l’evolversi della situazione.

La decisione di donare gli organi

In un gesto di grande altruismo, i genitori hanno espresso la volontà di donare gli organi della figlia, trasformando il loro lutto in una speranza di vita per altri bambini. La dichiarazione è stata resa nota dal collegio medico, che ha sottolineato l’importanza di tale scelta per la solidarietà e la ricerca di un segno di luce in un momento così buio.

Il sindaco Fio ha condiviso il dolore della cittadinanza, ricordando la tragica perdita e l’eroico gesto dei genitori. L’intera comunità di Jesi ha chiuso gli occhi su questa vicenda, onorando sia la memoria della piccola che la generosità dimostrata nella decisione di donare gli organi.

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