Il progetto del nuovo ponte Garibaldi previsto nella zona di Brugola a Senigallia, è al centro di una controversia legale e civica. Dopo la decisione del TAR Marche del 19 maggio 2026, che aveva respinto il ricorso delle associazioni, gli stessi soggetti hanno presentato un appello alla IV sezione del Consiglio di Stato (r.g. n. 7696/2026) chiedendo la sospensione immediata dei lavori. Una decisione è fissata per il 15 ottobre 2026, ma la struttura commissariale avrebbe già annunciato l’avvio dei cantieri, mettendo a rischio il centro storico.
Diffida legale a Francesco Acquaroli e Stefano Babini
Le associazioni Italia NostraGruppo Società Ambiente (GSA) e Confluenze – Cultura, Ambiente e Società assistite dall’avvocato Paolo Pittori dello studio AdLaw Avvocati Amministrativisti, hanno inviato il 18 settembre 2026 una formale diffida a Francesco Acquaroli, commissario delegato per gli eventi meteorologici del 2022, e a Stefano Babini, commissario straordinario alla ricostruzione nelle Marche. Il documento, notificato anche al Comune di Senigallia, ordina di non avviare alcun lavoro sul nuovo ponte fino alla decisione del giudice amministrativo sull’appello contro la sentenza n. 680 del 19 maggio 2026.
Mancanze tecniche del progetto
Nel contenzioso vengono evidenziate tre gravi carenze: manca il parere idrogeologico poiché il progetto non è stato sottoposto all’autorità idraulica né a una verifica di compatibilità con il Piano di Assetto Idrogeologico (artt. 7 e 9); violazione del nuovo PAI adottato il 31 luglio 2025, che ha introdotto norme più restrittive e misure di salvaguardia vincolanti; infine assenza del nulla osta paesaggistico richiesto entro 150 metri dalle sponde del Misa ai sensi dell’art. 142 del Codice dei Beni Culturali, mai richiesto né esaminato in conferenza dei servizi. Senza questi atti il progetto risulta abusivo secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato n. 8/2025.
Comune di Senigallia, cittadinanza e manifestazione prevista
Le associazioni hanno anche sollecitato il Comune di Senigallia ad esercitare i propri poteri di vigilanza, evitando l’avvio di lavori in aree a rischio di esondazione R4, prive di titoli edilizi validi. Parallelamente, hanno convocato un presidio civico per sabato 3 ottobre alle ore 11:00 presso l’ex ponte Garibaldi (pinetina lato Via Rossini). Il sit-in, promosso con il motto “Un altro ponte è possibile!”, mira a raccogliere i più di 10 000 firmatari della petizione contro il progetto, evidenziando che le risorse, finora destinate al ponte, dovrebbero essere concentrate sulle vasche di laminazione a monte, attualmente finanziate con 43,5 milioni di euro su un costo complessivo stimato di oltre 99 milioni.
Chi desidera sostenere la causa è invitato a effettuare una donazione a favore di Italia Nostra Onlus – Sezione di Senigallia (IBAN IT06Q0623021300000030689361, causale “Donazione per spese legali e campagna contro il progetto di nuovo ponte Garibaldi”). L’obiettivo è garantire le risorse necessarie per le azioni legali e per la campagna di sensibilizzazione, evitando che la decisione giudiziaria venga elusa da un’avviata prematura dei cantieri.
Le associazioni chiedono al Consiglio di Stato di pronunciarsi prima che venga compiuto il fatto compiuto proteggendo così il patrimonio storico-architettonico di Senigallia e la sicurezza idraulica della città.



