11 Ottobre 2026 ☁ 18°

Unire Rieti, L’Aquila e Ascoli per ripensare l’Appennino centrale

A Rieti i sindaci di Rieti, L'Aquila e Ascoli discutono una visione condivisa per le città medie dell'Appennino centrale, tra ricostruzione, lavoro e servizi

Unire Rieti, L’Aquila e Ascoli per ripensare l’Appennino centrale

L’incontro organizzato nella Sala Consiliare della Provincia di Rieti ha messo al centro la necessità di trasformare la gestione dell’emergenza in una strategia di sviluppo duratura per le aree interne. Alla presentazione del volume Oltre le Sfide. Il territorio reatino dieci anni dopo di Marco Fuggetta (Funambolo Edizioni, 2026) hanno partecipato i sindaci di Rieti, L’Aquila e Ascoli Piceno, insieme a rappresentanti locali e cittadini interessati. L’evento ha offerto uno spazio per mettere a sistema esperienze, criticità e proposte operanti in territori che condividono storie simili e obiettivi comuni.

Il dibattito, moderato da Stefano Pozzovivo, ha sottolineato come sia indispensabile superare la sola dimensione degli interventi edilizi per concentrarsi su politiche che ricostruiscano legami sociali e opportunità economiche. I tre primi cittadini hanno ribadito l’urgenza di un approccio integrato che valorizzi le identità locali e favorisca la collaborazione intercomunale per attrarre risorse e progetti. In questo quadro la presentazione del libro ha svolto il ruolo di catalizzatore, invitando a guardare oltre la gestione emergenziale e a disegnare percorsi di resilienza e crescita.

Perché mettere insieme le città medie

Il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, ha evidenziato che le medie città dell’Appennino centrale non possono più essere trattate come periferie nella programmazione nazionale ed europea. Secondo Biondi, la ricostruzione ha insegnato che intervenire solo sugli spazi fisici non è sufficiente: occorre infatti ricostruire comunità, creare lavoro qualificato e potenziare servizi per contrastare lo spopolamento. La proposta è quindi quella di una rete che metta in comune competenze, infrastrutture e progetti culturali per generare massa critica e visibilità, così da competere con aree urbane più grandi senza perdere le proprie peculiarità.

Visione condivisa e vantaggi

La sinergia auspicata punta a favorire processi di sviluppo che siano sostenibili e radicati nel territorio. Unire risorse e strategie significa anche semplificare l’accesso a bandi, co-progettare interventi su mobilità e servizi digitali e creare circuiti economici integrati. Questo approccio mette in luce il valore delle città medie come nodi che possono sostenere il ritorno di giovani professionisti e imprese, trasformando le ferite del passato in opportunità di innovazione sociale ed economica.

Le priorità emerse dal confronto

Per il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, la discussione ha ribadito una domanda essenziale: quale futuro vogliamo costruire dopo il terremoto? Fioravanti ha invitato a guardare oltre la retorica della compassione e a puntare su progetti concreti che mettano al centro infrastrutture, formazione e lavoro. In questo senso, investire in servizi, digitalizzazione e attrattività turistica rappresenta la chiave per ricostruire non solo edifici ma anche tessuto economico e culturale. L’obiettivo è offrire opportunità ai giovani e alle famiglie, rendendo le città centrali nell’agenda delle politiche pubbliche.

Focus su giovani e opportunità

La discussione ha posto l’accento sulla necessità di creare percorsi professionali locali e reti di imprese che possano trattenere i giovani talenti. Programmi di formazione, incentivi per start-up e servizi di supporto alle imprese sono stati indicati come strumenti prioritari per rilanciare economia e occupazione. Rafforzare le sinergie tra università, centri di ricerca e amministrazioni locali è visto come un elemento strategico per connettere competenze e domanda produttiva, favorendo così una ripresa sostenibile nel medio e lungo termine.

Strumenti pratici e prospettive operative

Il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, ha concluso evidenziando che incontri di questo tipo servono a tradurre idee in scelte amministrative condivise. Tra le priorità indicate figurano l’attrazione di investimenti, la creazione di occupazione giovanile e la restituzione di centralità ai territori che non intendono essere marginali. Il libro di Fuggetta è stato presentato come spunto per una riflessione pubblica che possa tradursi in progetti concreti, mentre la partecipazione attiva delle comunità è ritenuta fondamentale per validare e sostenere le scelte future.

La giornata a Rieti ha quindi rappresentato un momento di confronto utile per disegnare una road map condivisa tra città medie dell’Appennino centrale. L’auspicio espresso dalle autorità è che simili iniziative diventino frequenti e che la collaborazione tra amministrazioni diventi il motore di una nuova stagione di coesione territoriale. Il tour del libro proseguirà con altri incontri tematici, offrendo ulteriori occasioni per mettere in rete idee e progetti a vantaggio delle comunità locali.

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