Il pomeriggio del 18 settembre una scarica elettrica ha colpito il Vecchio Faro dei Cappuccini simbolo storico di Ancona. Il fulmine ha provocato il crollo della cima della torre, lasciando l’intera struttura in stato di emergenza. Subito dopo l’accaduto, i Vigili del fuoco di Ancona hanno isolato l’area e avviato le operazioni di soccorso, evitando ulteriori pericoli per i passanti. Il danno è stato definito “serio” dal direttore regionale dell’Agenzia del Demanio, Pierpaolo Russo, durante il primo sopralluogo tecnico interforze.
Il contributo rapido e coordinato di tutti gli enti coinvolti è stato cruciale: il Demanio, proprietario dell’immobile, ha attivato immediatamente una procedura di concessione a dottor Giannuzzi per un progetto culturale, cui è seguito il coinvolgimento del professor Gianuizzi come concessionario tecnico. La risposta dell’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Tombolini, è giunta nella sessione di interrogazioni urgenti del Consiglio comunale del martedì 29 settembre dove ha illustrato il cronoprogramma previsto.
Piano di messa in sicurezza: atti e tempistiche
Secondo le dichiarazioni dell’assessore Tombolini, il Demanio ha già indetto un incarico di progettazione per le strutture di protezione. Il progetto di messa in sicurezza dovrebbe essere consegnato “velocemente”, consentendo ai Vigili del fuoco di eseguire i lavori con il supporto delle cerchiature fornite dal Demanio. Una riunione programmatoria tenutasi il giorno precedente con il sindaco ha stabilito le linee guida operative, e il venerdì successivo è previsto la firma di un verbale di concordamento delle competenze per formalizzare le collaborazioni fra enti, necessario a causa della carenza di fondi cospicui.
Ruolo di MEF e Agenzia del Demanio
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) è l’ente responsabile del recupero dell’immobile, in quanto sovrintende al Demanio. Alessandra Dal Verme, direttrice dell’intera Agenzia, ha partecipato in forma privata alla sessione della Facoltà di Economia, sottolineando che saranno necessari “fondi cospicui” per completare l’intervento. Parallelamente, il Direttore regionale Pierpaolo Russo ha riferito che la fase preliminare di messa in sicurezza è fondamentale per evitare ulteriori cedimenti, soprattutto in vista delle possibili perturbazioni meteo previste nei giorni successivi.
Prospettive di restauro e prossime fasi
Dopo che la struttura sarà stata stabilizzata, si avvierà la fase di restauro. L’Amministrazione comunale ha già avviato le procedure per la selezione di un’impresa che, con il contributo del MEF, si occuperà del recupero completo del Faro. Il materiale disperso è stato finora raccolto in due cassoni forniti da un’impresa locale, garantendo la conservazione di quello che si può riutilizzare. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’incidente in un’opportunità per “recuperare complessivamente la zona e consegnarla alla città”, come ha concluso l’assessore Tombolini.
La tempistica complessiva dipenderà dalla disponibilità dei fondi e dalle eventuali condizioni meteorologiche avverse, ma le autorità hanno assicurato che non ci saranno lunghi periodi di inattività. La cittadinanza di Ancona attende con fiducia il ritorno di uno dei simboli più amati della città.



