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Critiche al piano universitario 2026-2029: mancano garanzie su borse

Le opposizioni hanno respinto il piano regionale per il diritto allo studio, puntando il dito contro la carenza di borse, alloggi e trasporti per gli studenti marchigiani.

Critiche al piano universitario 2026-2029: mancano garanzie su borse

Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato a maggioranza il nuovo Piano regionale per il diritto allo studio 2026-2029. Le forze dell’opposizione, guidate dal consigliere Leonardo Catena del Partito Democratico, hanno votato contro, denunciando l’assenza di garanzie concrete per gli studenti.

Secondo Catena, l’università è un motore di sviluppo per i territori, ma senza borse di studio certealloggi sostenibili e trasporti accessibili rischia di diventare un privilegio riservato a pochi. La decisione della maggioranza di centrodestra, che ha respinto anche le proposte presentate con la firma del vicepresidente Enrico Piergallini, ha scatenato una dura critica.

Mancanza di garanzie per le borse di studio

Il piano riconosce la necessità di mantenere le borse di studio al 100% ma le collega alla formula “compatibilmente con le risorse economiche a disposizione”. A partire dall’anno accademico 2026/2027 le risorse del PNRR destinati alle borse terminano, e la linea FSE+ è quasi esaurita. Senza una quantificazione chiara del fabbisogno, la regione potrebbe tornare a una situazione in cui studenti idonei rimangono senza sostegno.

L’ordine del giorno respinto chiedeva la copertura integrale delle borse anche con risorse regionali in assestamento, oltre a agevolazioni progressive sui trasporti per famiglie con ISEE inferiore a 30 mila euro e una quota più alta di posti letto riservati al diritto allo studio negli interventi di housing universitario. Si chiedeva anche il potenziamento del supporto psicologico e controlli più severi sulla qualità delle mense.

Alloggi e trasporti: un vuoto di servizi

Nel presidio di Macerata, per il periodo 2025/2026, il piano indica 1.092 domande di alloggio contro soli 512 posti disponibili. La discrepanza evidenzia l’urgenza di interventi rapidi e di chiarezza sui canoni d’affitto. Senza un ampliamento dei posti, gli studenti saranno costretti a soluzioni precarie o a trasferirsi fuori dalla regione.

Per quanto riguarda i trasporti, le proposte dell’opposizione prevedevano riduzioni tariffarie progressive per chi ha ISEE < 30 000 euro, ma la maggioranza ha scartato l’intervento, lasciando i giovani dipendenti da un sistema di mobilità poco adeguato. La mancanza di collegamenti efficienti penalizza la partecipazione alle attività universitarie e la possibilità di svolgere tirocini nelle imprese locali.

Internazionalizzazione e attrattività: le promesse non sostenute

Il documento riconosce l’importanza di aumentare l’numero di studenti stranieri ma non assegna risorse specifiche per servizi multilingue, accoglienza e integrazione. Senza finanziamenti dedicati, le università marchigiane rischiano di perdere potenziali candidati internazionali, indebolendo l’offerta formativa e la capacità di creare un ecosistema culturale internazionale.

Catena ha sottolineato che per scegliere le Marche gli studenti devono trovare un contesto favorevole: trasporti accessibilimense efficientialloggi sostenibili spazi di incontro e opportunità di lavoro qualificato. L’assenza di questi elementi rende difficile trattenere i laureati e limitare il rilancio economico del territorio.

La loro denuncia si concentra su una carenza di fondi, sull’assenza di misure operative per alloggi e trasporti, e su un supporto limitato per l’internazionalizzazione. La speranza è che la maggioranza riconsideri gli interventi, altrimenti le Marche potrebbero perdere un capitale umano fondamentale per il futuro.

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