10 Ottobre 2026 🌧 19°

TGTP rinnova il suo linguaggio: da Luna e Zenzero a Il segreto degli gnomi

Il Teatro Giovani Teatro Pirata (TGTP) consolida il suo ruolo nel teatro per l'infanzia con produzioni premiate e un nuovo laboratorio creativo dedicato ai più piccoli

TGTP rinnova il suo linguaggio: da Luna e Zenzero a Il segreto degli gnomi

Il Teatro Giovani Teatro Pirata (TGTP) è oggi considerato uno dei punti di riferimento nazionali per il teatro per l’infanzia. Nato nelle Marche e con sedi a Serra San Quirico e Jesi, il gruppo vanta oltre quarant’anni di attività e, dal 2026, il riconoscimento del Ministero della Cultura come Centro di Produzione Teatrale per l’Infanzia e la Gioventù, un titolo che certifica la qualità e la continuità di un lavoro intrecciato tra ricerca artistica e finalità educative.

La compagnia continua a muoversi su due binari: la creazione di spettacoli che viaggiano nei cartelloni nazionali e la sperimentazione in laboratorio pensata per le prime fasce d’età. In questa fase emergono due progetti emblematici: Luna e Zenzero, già accolto con calore dal pubblico e premiato in rassegna, e Il segreto degli gnomi, ancora in fase di scrittura e prove, destinato alle scuole dell’infanzia e ai primi anni della primaria.

Una compagnia radicata tra produzione e pedagogia

Il percorso del TGTP mette insieme produzione stabile e cura dell’infanzia come pratica artistica: la vocazione educativa non è un’aggiunta ma il punto di partenza delle scelte estetiche. Questo approccio rende la compagnia capace di trasformare temi complessi in percorsi accessibili ai più giovani, con un’attenzione particolare al linguaggio visivo e tattile. Il riconoscimento ministeriale del 2026 sottolinea la rilevanza istituzionale del progetto e sostiene la prosecuzione di attività che intrecciano ricerca drammaturgica, formazione e tournée.

Luna e Zenzero: un successo accolto dal pubblico

Luna e Zenzero è tra le produzioni più recenti firmate dalla compagnia e ha ricevuto il Premio del pubblico Piccolipalchi 2026/2026, assegnato nell’ambito della rassegna promossa dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli-Venezia Giulia. Lo spettacolo ha ottenuto il favore del pubblico tra i 19 appuntamenti della rassegna, che ha registrato complessivamente circa 2.000 spettatori, e continua a essere in tournée sui palcoscenici italiani, offrendo ai bambini uno spettacolo ricco di suggestioni visive.

Cast, tecniche e linguaggio scenico

La drammaturgia è firmata da Nadia Milani e Simone Guerro, mentre la regia e l’animazione sono curate da Nadia Milani. In scena si alternano le interpretazioni di Marzia Meddi ed Enrico Desimoni, con scene e marionette di Alessia Dinoi, ombre di Gabriele Genova, luci di Fabio Dimitri e musiche originali di Simone Guerro. Il linguaggio adottato è il teatro di figura: marionette portate, figure ibride a grandezza d’uomo e un lavoro di ombre costruiscono una scenografia in evoluzione che parla ai bambini a partire dai tre anni, esplorando temi come l’amicizia, la crescita e il coraggio di affrontare l’ignoto.

Il segreto degli gnomi: uno studio in divenire

Nel laboratorio creativo del TGTP prende forma Il segreto degli gnomi, un progetto pensato per i più piccoli e scritto e interpretato da Lucia Palozzi. L’idea di base confronta il mondo degli gnomi con quello dei bambini: entrambi abitano spazi immensi progettati per gli adulti e conservano un universo minuto fatto di oggetti trovati e piccole meraviglie. Il percorso in fase di lavoro si concentra sulla costruzione di una narrazione che restituisca ai piccoli spettatori il senso della meraviglia e della cura per il proprio mondo.

Scenografia, personaggi e messaggio finale

Al centro della storia c’è Gnonna, una gnoma anziana che custodisce le memorie del suo popolo e guida i bambini in un rito: la realizzazione del cappello gnomesco, che nasconde un segreto. Nel racconto si apre un flashback in cui la gnoma, da giovane, viene portata lontano da un uccello e si ritrova nel mondo degli umani senza il suo cappello; la scenografia gioca con le proporzioni — una tazzina di caffè alta come una casa, bustine di zucchero trasformate in pareti, palettine di plastica smisurate — per restituire la vertigine del piccolo nell’ambiente dei grandi. La regia è di Simone Guerro, le scene sono curate da Ilaria Sebastianelli e Chiara Gagliardini, le luci da Fabio Dimitri e i costumi da Federica Tantucci. Un primo studio verrà mostrato al pubblico nell’ambito del festival Palla al Centro 2026, e il lavoro promette di concludersi con un messaggio sulla forza dei legami, dell’amicizia e dell’amore.

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