Il Comune di Ancona ha ritirato il progetto per il sito di Tavernelle e ha riaperto la partita sul luogo per il nuovo crematorio, proponendo successivamente Bolignano e valutando l’opzione di un’area vasta che coinvolga i comuni limitrofi; la vicenda è proseguita con proteste e controrepliche tra gennaio 2026 e i mesi successivi. Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2026.
La questione interessa direttamente la gestione delle pratiche funebri in città e la pianificazione territoriale, perché circa il 42% degli anconetani che desiderava la cremazione si rivolge attualmente ai crematori di FanoAscoli e San Benedetto. La scelta del sito solleva temi di compatibilità con il paesaggio, costi tecnici e ricadute politiche in vista delle elezioni nazionali e regionali.
Le localizzazioni scartate e la proposta per Bolignano
La vicenda era partita con la proposta per Tavernelle poi ritirata dal sindaco Daniele Silvetti a gennaio 2026 dopo la forte opposizione dei residenti. La giunta aveva quindi indicato Bolignano come possibile alternativa, con l’area dell’ex inceneritore esaminata per fattibilità tecnica ma giudicata complicata per morfologia del terreno e costi aggiuntivi, rendendo l’opzione meno praticabile.
Sul piano politico il presidente regionale Francesco Acquaroli aveva espresso riserve legate all’impatto elettorale in un’agenda che include le Politiche del 2027 e le Regionali del 2030. L’amministrazione ha formalmente affermato che la scelta non sarà dettata da valutazioni politiche: “Non è una scelta politica“, ha dichiarato il sindaco Daniele Silvetti.
Reazioni cittadine e il Comitato Respiro
I residenti di Bolignano e i membri del Comitato Respiro hanno mantenuto la mobilitazione con raccolte firme e assemblee pubbliche, puntando sul vincolo paesaggistico che interessa la Rocca di Bolignano. Il comitato ha sottolineato che la Soprintendenza non ha ricevuto alcun progetto ufficiale dal Comune di Ancona, mettendo in dubbio le valutazioni sulla compatibilità paesaggistica.
Durante le assemblee il Comitato Respiro ha criticato l’approccio amministrativo definendolo superficiale rispetto alle norme vigenti; il dibattito ha ricordato precedenti dinieghi per interventi di minore impatto, come installazioni di pannelli fotovoltaici o tinteggiature, per lo stesso vincolo.
Ipotesi di area vasta, sindaco e assessore
L’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini ha confermato che si sta valutando un’ipotesi di area vasta che includa Comuni vicini, ma ha precisato che non sono ancora stati prodotti atti formali per le localizzazioni considerate. “Cerchiamo di trovare la soluzione migliore“, ha detto Tombolini durante un consiglio comunale, aggiungendo che la comunicazione sulla pericolosità dell’impianto è priva di fondamento.
Il sindaco Daniele Silvetti ha avvertito delle difficoltà nel trovare consenso tra i Comuni limitrofi: “La caccia al partner per la realizzazione del crematorio in area vasta non sembra semplice“; ha anche osservato che “Soddisfare tutti è impossibile” e che si punterà su criteri tecnico-scientifici per la decisione finale.
Le ditte coinvolte hanno sollecitato chiarimenti per avviare i lavori; l’amministrazione comunale ha indicato l’obiettivo di valutare ulteriori ipotesi entro settembre, mentre la discussione rimane aperta e in evoluzione.



