Ad Ancona, una gang di giovani ha nuovamente sfidato le misure cautelari imposte dalla giustizia, aggredendo un autista del Conerobus. L’episodio si inserisce in una serie di violenze che hanno visto coinvolti gli stessi protagonisti, nonostante i provvedimenti restrittivi.
Il 9 agosto scorso, i membri della gang avevano lasciato un infermiere e un poliziotto feriti presso l’ospedale di Torrette. Mercoledì sera, il conto è arrivato a un autista di Conerobus, un 36enne siciliano, dimesso dall’ospedale con ferite guaribili in 10 giorni. Gli aggressori, tutti già noti alle forze dell’ordine, sono riusciti a ritrovarsi insieme poche settimane dopo, nonostante le misure cautelari imposte.
La gang di Ancona: chi sono i protagonisti
Al centro della vicenda c’è Azdren Berisha, un 20enne kosovaro, ultimo di sette fratelli. Vive ad Ancona con i genitori e, sebbene abbia appena terminato la scuola, non ha ancora un lavoro. Il cognome Berisha è ben noto negli archivi di polizia: un fratello è recluso, altri sono stati denunciati per episodi che vanno dalla rapina allo stalking, fino alla droga. Anche Azdren e il fratello 24enne avevano già ricevuto in passato un avviso orale del questore.
Il 9 agosto, dopo la notte di Torrette, Azdren e il fratello 24enne erano finiti in manette insieme a un peruviano 32enne. Il pm aveva chiesto i domiciliari per i due fratelli e l’obbligo di firma per il peruviano. La giudice Maria Elena Cola aveva convalidato gli arresti, disponendo il solo obbligo di dimora ad Ancona con il divieto di uscire dalle 20 alle 7 per i due kosovari; nessuna misura cautelare per il peruviano.
L’aggressione all’autista del Conerobus
Mercoledì sera, la gang si è riunita nuovamente, questa volta al capolinea del Viale della Vittoria. Erano circa le 19.30, e il coprifuoco per i due fratelli Berisha sarebbe scattato mezz’ora dopo. Sul bus 1/4, la compagnia si è rimessa insieme: Azdren, il fratello 24enne e il peruviano 32enne, tutti già reduci da Torrette. A loro si sono aggiunti un altro dei Berisha, 25 anni, e un quinto ragazzo non ancora identificato.
Con bicchieri in mano e parecchio alcol in corpo, il gruppo ha iniziato a creare disordini. L’autista ha cercato di ricordare le regole, ma la situazione è degenerata rapidamente. Secondo la ricostruzione, la fermata del Passetto è diventata un ring: il conducente è stato afferrato al collo e colpito, mentre alcuni passeggeri si sono alzati per aiutarlo. Nel parapiglia, il quinto ragazzo ha capito che era il momento di sparire, prendendo il pitbull senza museruola e dileguandosi prima dell’arrivo dei carabinieri.
Gli altri quattro sono stati fermati dai militari. L’autista ha riportato dieci giorni di prognosi. Per Azdren, tuttora incensurato, sono scattate di nuovo le manette, stavolta per lesioni aggravate ai sensi dell’articolo 583-quater del codice penale.
Le conseguenze legali
Ieri mattina, Azdren Berisha è tornato davanti a un giudice. Stavolta, Valerio Grisanti. Il 20enne, assistito dall’avvocata Alessia Marzoli, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa si è opposta alla convalida, sostenendo che non ci sono prove certe che sia stato proprio lui l’autore materiale dell’aggressione. Il giudice ha deciso diversamente: arresto convalidato e domiciliari con braccialetto elettronico per Azdren. Gli altri tre identificati sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio, ma sono rimasti a piede libero.
La storia della gang di Ancona continua a sollevare interrogativi sulle misure cautelari e sulla loro efficacia nel contrastare la violenza giovanile.



