Il 26 agosto 2026, a dieci anni dal devastante terremoto che ha colpito l’Appennino centrale, si è tenuto a Rimini un convegno significativo sull’importanza della ricostruzione come progetto di rinascita complessiva. L’evento, intitolato “Oltre l’emergenza. La ricostruzione che crea comunità”, ha riunito esponenti di spicco del governo e delle istituzioni per fare il punto sugli sforzi compiuti e sulle sfide future.
Tra i partecipanti figurano il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Antonella Baldino. L’incontro, moderato da Gianluca Giansante, docente alla Luiss Guido Carli, è stato trasmesso in diretta sui canali digitali di Sky e askanews.
Un decennio di sfide e progressi
Il terremoto del 2016 ha causato 299 vittime e devastato centinaia di borghi, aggravando una situazione già critica di abbandono e spopolamento. Guido Castelli ha sottolineato le difficoltà iniziali della ricostruzione, caratterizzata da incertezze e false partenze. Tuttavia, ha evidenziato un cambiamento positivo reso possibile dalla collaborazione tra governo, strutture commissariali, regioni ed enti locali.
“L’azione di Musumeci e della filiera istituzionale dei quattro governatori ha reso possibile che all’azione sui fabbricati si unisse quella sulle comunità”, ha dichiarato Castelli. L’obiettivo non è solo completare la ricostruzione materiale, ma garantire condizioni di vita e opportunità per contrastare lo spopolamento delle aree interne. I primi risultati positivi iniziano a emergere dagli indicatori economici e occupazionali, con un’occupazione media superiore di sei punti nella zona del cratere rispetto alla media italiana.
La prevenzione come responsabilità condivisa
Nello Musumeci ha posto l’accento sulla necessità di rendere più efficace il rapporto tra emergenza, prevenzione e ricostruzione. Ha ricordato che dal 1968 l’Italia ha impegnato oltre 135 miliardi di euro per emergenze e ricostruzioni post-sisma, osservando che un investimento preventivo nella messa in sicurezza del territorio avrebbe reso il Paese meno vulnerabile.
Musumeci ha insistito sulla responsabilità personale dei cittadini nella prevenzione, citando la celebre frase di John Fitzgerald Kennedy: “Non chiedetevi che cosa lo Stato possa fare per voi, ma chiedetevi che cosa voi possiate fare per lo Stato”. La prevenzione,
Collaborazione e sinergia per la rinascita
Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, ha evidenziato il valore della collaborazione tra governo, struttura commissariale, regioni, uffici speciali, comuni e professionisti. Questa sinergia ha consentito di accelerare l’apertura dei cantieri e di offrire risposte più efficaci alle comunità.
Il convegno ha concluso idealmente il percorso avviato al Meeting con la mostra “L’Abisso e la Carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)”, promossa dal commissario straordinario Guido Castelli e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli. La mostra, curata dal poeta Davide Rondoni, ha attirato 7750 visitatori in quattro giorni, con oltre mille presenze già nella giornata inaugurale.
Attraverso fotografie, opere d’arte, installazioni e testimonianze, “L’Abisso e la Carezza” ha raccontato il passaggio dalla distruzione alla rinascita, trasmettendo un messaggio comune: conservare la memoria del sisma significa assumersi la responsabilità di completare la ricostruzione e trasformarla in una concreta occasione di sviluppo. Dall’abisso può nascere una carezza e da quella carezza può rinascere una comunità.



