In un Paese che continua a registrare casi di violenza contro le donne, l’allarme lanciato da Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, risuona con particolare forza. Sei donne uccise in sei giorni, da Ferragosto al 22 agosto 2026, un dato che non può lasciare indifferenti. Ricci punta il dito contro il silenzio del Governo e le dichiarazioni di Roberto Vannacci, che nega l’esistenza del femminicidio come fenomeno specifico.
Le parole di Matteo Ricci: un grido di allarme
«Sei donne uccise in sei giorni. Uccise da mariti, compagni, ex compagni. Dal Governo non arriva una parola e c’è un pezzo di destra, soprattutto quella guidata da Vannacci, che addirittura dice che il femminicidio non esiste e che è un omicidio come tutti gli altri: è un negazionismo figlio della stessa cultura patriarcale che produce questi delitti», afferma Ricci. L’europarlamentare pesarese non usa mezzi termini per descrivere una situazione che definisce vergognosa.
Ricci esprime solidarietà alle famiglie delle vittime e sottolinea come l’inasprimento delle pene non sia sufficiente. «Se una donna che denuncia muore comunque, il problema non è la severità della norma, ma la valutazione del rischio e la protezione che non arriva», spiega. Secondo l’europarlamentare, servono investimenti strutturali nei centri antiviolenza, formazione obbligatoria per chi raccoglie le denunce e strumenti reali di valutazione del pericolo.
Le proposte di Matteo Ricci per contrastare la violenza
Tra le proposte avanzate da Ricci, un ruolo centrale è riservato all’educazione affettiva nelle scuole, considerata un ulteriore strumento di prevenzione. «Davanti a sei donne uccise in sei giorni ci troviamo invece con il silenzio del Governo. Tra tutte le risposte politiche, questa è la peggiore», conclude Ricci.
L’europarlamentare del PD non si limita a criticare, ma propone soluzioni concrete. Tra queste, l’importanza di valutare il rischio in modo efficace e di garantire protezione reale alle donne che denunciano. «Servono interventi strutturali e non solo misure punitive», ribadisce Ricci, sottolineando la necessità di un approccio complessivo al problema.
Il dibattito politico: Vannacci e la negazione del femminicidio
La posizione di Roberto Vannacci, che nega l’esistenza del femminicidio come fenomeno specifico, ha acceso il dibattito politico. Ricci definisce questa posizione un negazionismo figlio della cultura patriarcale. «Nel Paese in cui si continua a morire così, mettere in discussione perfino il nome di quello che accade è vergognoso», afferma l’europarlamentare.
Il silenzio del Governo e le dichiarazioni di Vannacci sono al centro delle critiche di Ricci, che chiede una risposta politica concreta. «Alle famiglie delle vittime va la mia solidarietà e il mio abbraccio. Inasprire le pene non basta e non è mai bastato: si interviene, purtroppo, quando ormai è tardi», conclude Ricci.



