La scuola Giulio Cesare di Mestre è al centro di un dibattito acceso. Definita da alcuni come ‘scuola senza italiani’ per l’alta presenza di alunni di origine estera, l’istituto è diventato materia di scontro politico. Tuttavia, la realtà è ben diversa da quanto riportato.
La dirigente scolastica Michela Manente ha deciso di intervenire per chiarire la situazione, presentando dati concreti e smentendo le accuse di strumentalizzazione politica. La scuola, infatti, è frequentata da alunni che, nella grande maggioranza, parlano italiano e sono nati o cresciuti in Italia.
Dati e realtà: la scuola Giulio Cesare in numeri
La presenza di studenti con background migratorio è alta, ma riflette una trasformazione demografica più ampia. Manente ha sottolineato che l’istituto non è quello presentato dai media, con l’intento di accendere polemiche. La dirigente parla di una ‘campagna denigratoria’ nei confronti della scuola e degli alunni di origine bengalese.
Secondo i dati presentati, gli studenti italiani non sono solo 10, ma almeno il triplo, includendo italiani di seconda generazione e figli di coppie miste. La scuola accoglie 40 nazionalità diverse, ma il 30% di alunni neo-arrivati che non parlano italiano è un dato decontestualizzato. Tutti gli studenti delle classi prime della scuola media parlano italiano.
Iniziative per l’integrazione culturale
La sfida principale della scuola Giulio Cesare è quella di mettere assieme e far dialogare le diverse culture. L’istituto è un modello di integrazione, con iniziative come la ‘settimana interculturale’, incontri e laboratori, concerti dell’orchestra dell’indirizzo musicale, e la presenza di un mediatore per i colloqui scuola-famiglia.
Altre iniziative includono una classe dedicata all’apprendimento da zero dell’italiano, progetti con associazioni del territorio e il comune di Venezia che coprono aree come lingue, sport, materie Stem (robotica e coding), musica ed educazione civica. ‘Nessuno rimane indietro’ riepiloga la dirigente, sottolineando che tutti gli alunni parlano italiano, anche se per alcuni è una lingua seconda.
Il ruolo degli insegnanti e la normalità multiculturale
Gli insegnanti della Giulio Cesare accolgono e affrontano l’opportunità multiculturale, creando contesti educativo-didattici che riflettono il mondo e il quartiere in cui la scuola è inserita. Fin dall’infanzia, alla Battisti e alla Giulio Cesare, insegnare e apprendere in una classe multiculturale e plurilingue è diventata una condizione normale e diffusa.
‘La normalità non è italianocentrismo, ma l’eterogeneità e la convivenza plurale’ conclude Manente. La scuola Giulio Cesare rappresenta un esempio di come l’integrazione culturale possa essere un’opportunità per costruire la società del domani, partendo dalle opportunità che la scuola offre.



