9 Ottobre 2026 ☁ 20°

Coldiretti Marche propone riforma vitivinicola per affrontare cambiamenti climatici e calo consumi

Il settore vitivinicolo delle Marche si trova ad affrontare nuove sfide legate ai cambiamenti climatici e al calo dei consumi. Coldiretti Marche propone un piano strategico per garantire qualità e sostenibilità.

Coldiretti Marche propone riforma vitivinicola per affrontare cambiamenti climatici e calo consumi

Il settore vitivinicolo delle Marche si trova ad affrontare una serie di sfide complesse, tra cui i cambiamenti climatici che anticipano le vendemmie e il calo dei consumi tra le nuove generazioni. Coldiretti Marche ha proposto un piano strategico per il periodo 2026-2030, mirato a riprogettare il settore con un approccio unitario e proiettato verso il futuro.

Mappatura aggiornata del territorio viticolo

Per affrontare queste sfide, Coldiretti Marche ha sollecitato la Regione a intraprendere un’operazione di mappatura aggiornata del territorio viticolo. Questo processo è fondamentale per rendere puntuale lo schedario viticolo regionale e valutare oggettivamente vari aspetti del settore, tra cui l’andamento produttivo, le giacenze, gli strumenti attivati e i fabbisogni delle aziende.

“È la base di partenza per valutare oggettivamente andamento produttivo, giacenze, strumenti attivati, fabbisogni delle aziende, punti di forza e criticità, misure OCM attivate, da attivare o rimodulare sulle esigenze delle imprese nell’ambito di un piano strategico regionale che possa abbracciare il settore a tutto tondo e strategie commerciali per arrivare a un Piano Strategico Vitivinicolo Regionale 2026-2030”, ha dichiarato Coldiretti Marche.

Giacenze e surplus produttivo: le preoccupazioni principali

Tra le principali preoccupazioni del settore ci sono le giacenze e il surplus produttivo. Nonostante l’impatto dell’afa e degli eventi meteo violenti, come le grandinate che hanno compromesso la produzione fino al 90% in alcune aziende, si stima una produzione in linea con quella dello scorso anno, pari a 870mila ettolitri, secondo i dati Ismea.

Tuttavia, la quantità di vino in giacenza è una questione critica. Per tutelare il Verdicchio dei Castelli di Jesi l’Imt ha introdotto provvedimenti che limitano la certificazione doc per le eccedenze produttive della campagna vendemmiale 2026 sopra i 100 quintali a ettaro fino a giugno. Queste eccedenze potranno essere commercializzate come Esino DocMarche Igt o vino senza denominazione, previa richiesta all’organo di controllo.

Interventi per riequilibrare il mercato

Coldiretti Marche ha richiesto alla Regione di valutare un abbassamento delle rese produttive e interventi di distillazione per ridurre le giacenze e riequilibrare il mercato. Una mappatura reale del settore consentirà anche di valutare sospensioni per le autorizzazioni a nuovi impianti, con deroghe specifiche per le imprese che non contribuiscono agli squilibri di mercato.

Consumi e mercato del vino nelle Marche

Nelle Marche ci sono circa 18mila ettari di vigne, di cui 12mila destinati alle produzioni di qualità doc, docg e igt. Nonostante un leggero aumento dei consumi interni, passati dal 55% al 56% della popolazione marchigiana, i consumi nazionali ed esteri sono diminuiti, soprattutto tra i giovani.

“Un mercato che ha bisogno di qualità”, affermano da Coldiretti Marche. Per questo, è essenziale adottare strategie commerciali efficaci e un piano strategico regionale che possa abbracciare il settore a tutto tondo, garantendo la sostenibilità e la competitività del vino marchigiano.

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