Il teatro non muore mai, soprattutto quando i suoi costumi continuano a raccontare storie. A Sirolo, la mostra Vestire il Teatro 3 ospitata negli spazi del Teatro Cortesi e del Teatro Studio San Lorenzo ripercorre la memoria del teatro italiano del secondo Novecento attraverso gli oggetti che hanno fatto la storia delle rappresentazioni.
La mostra, promossa dal Centro Studi Drammaturgici Internazionali Franco Enriquez nell’ambito della ventiduesima edizione del Premio Nazionale Franco Enriquez Città di Sirolo è dedicata alla costumista Elena Mannini. Aperta dal 15 luglio al 30 agosto 2026, l’esposizione è curata da Paolo Larici che ne ha firmato il montaggio e l’allestimento.
Elena Mannini e Franco Enriquez: una collaborazione indimenticabile
Tra i materiali esposti, spiccano costumi, bozzetti, campionature tessili, fotografie, locandine e documenti di produzione. Questi oggetti non sono solo reperti storici, ma testimonianze di un metodo di lavoro che univa regia, scenografia, costume e interpretazione in un confronto continuo.
La collaborazione tra Franco Enriquez regista sensibile alla funzione civile del teatro, e Elena Mannini costumista capace di trasformare l’abito in una parte essenziale della recitazione, iniziò nel 1974 quando Enriquez era alla guida del Teatro di Roma. Questo rapporto ha prodotto numerose produzioni italiane e internazionali, alcune delle quali sono documentate nella mostra.
Il costume come seconda anatomia
Elena Mannini non concepiva il costume come un semplice rivestimento, ma come una seconda anatomia capace di suggerire all’attore una postura e di rendere visibile una condizione interiore. La linea delle spalle, il peso di una stoffa, la rigidità di un busto o l’ampiezza di una manica potevano modificare il modo di camminare, di voltarsi, di occupare lo spazio.
Questa concezione trovava nel teatro di Enriquez un terreno particolarmente fertile. Le sue regie non affidavano il significato alla sola parola, ma coinvolgevano il corpo dell’interprete, lo spazio, la luce, la scena e gli abiti nella stessa costruzione drammatica. Mannini traduceva questo pensiero in volumi, superfici, colori e materiali, contribuendo a dare una forma concreta alla lettura registica.
Il teatro come via per la pace
Parallelamente alla mostra, il festival e premio nazionale Franco Enriquez torna ad animare la stagione estiva di Sirolo fino al 30 agosto. Giunta alla sua ventiduesima edizione, la rassegna dedicata all’impegno civile e sociale nello spettacolo dal vivo mette al centro del proprio cartellone un tema di stretta attualità: il teatro come via per la pace.
Il direttore artistico Paolo Larici presidente del Centro Studi Franco Enriquez ha spiegato che il teatro ha sempre avuto il compito di essere la voce del popolo. «Vogliamo che ci sia una possibilità di dialogo e confronto, e il teatro è il luogo deputato ideale. Tutto questo si concretizza con testi incentrati sul tema della guerra e sull’amore per essa», ha dichiarato Larici.
Il programma del festival include rappresentazioni di opere classiche come I Persiani di Eschilo, I Sette a Tebe di Eschilo e Elettra tratta da Sofocle. La manifestazione si chiuderà con la cerimonia ufficiale di consegna dei premi Franco Enriquez 2026, che vedrà tra i protagonisti Andreée Ruth ShammahLino GuancialeMilena Vukotic e Gianni Forte.
La mostra e il festival rappresentano un omaggio alla memoria del teatro italiano e un invito a riflettere sul suo ruolo fondamentale nella società contemporanea.



