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Ancona: la crisi di via degli Orefici e le attività che resistono

Una volta cuore pulsante della vita artistica di Ancona, via degli Orefici oggi mostra segni di sofferenza. Scopri le storie di chi ancora resiste e i numeri di una crisi che non risparmia.

Ancona: la crisi di via degli Orefici e le attività che resistono

Una volta cuore pulsante della vita artistica di Ancona, via degli Orefici oggi mostra segni evidenti di sofferenza. Tra vetrine vuote e cartelli affittasi la via che un tempo attirava anconetani e turisti con le sue vetrine variopinte e originali, oggi sembra quasi spettrale.

Le chiusure che segnano la via

Tra i locali che hanno recentemente abbassato la saracinesca, troviamo il Hummus Plant Cafè il locale plant based inaugurato da Gabriele Battistoni nell’. Non è l’unico: anche il bike café Zucchero a Velò situato in via Torresi al Piano, ha chiuso i battenti. Passeggiando nei pochi metri che dividono piazza del Papa da corso Mazzini, si contano almeno cinque negozi sfitti, un numero che aumenta se si considerano anche quelli chiusi per le ferie estive.

Le testimonianze di chi resta

Sergio Bellesi, titolare della galleria d’arte Papier è un osservatore qualificato della situazione. Presente in via degli Orefici da 44 anni, Bellesi racconta: “Hanno chiuso tanti negozi, la situazione è complessa. Ma io ancora resisto”. La resistenza, tuttavia, non è facile. Diana Cinalli, titolare del negozio di bigiotteria Eva Shop spiega come abbia dovuto cambiare sede per affrontare le difficoltà economiche. “Pagavo 600 euro al mese per 12 metri quadri” rivela, sottolineando come i prezzi degli affitti in via degli Orefici siano proibitivi. Basta un’occhiata sui principali motori di ricerca per trovare annunci di locali di 25 metri quadri a 900 euro al mese.

Le nuove aperture e le sfide future

Nonostante le difficoltà, qualche nuova attività sta cercando di insediarsi nella via. L’ultima arrivata è la libreria Ermete una libreria esoterica che espone sulla vetrina ancora serrata un cartello prossima apertura. L’attività, che si presenta come libreria esoterica promette di essere un’esperimento interessante, con volumi che spaziano tra miti indiani e tarocchi.

Tuttavia, la situazione rimane complessa. Diana Cinalli racconta di aver provato ad approcciare il Comune per proporre una serie di murales con i monumenti di Ancona per caratterizzare le facciate dei palazzi, ma senza successo. “Avevo dato tanta disponibilità, ma non si è riusciti a fare niente” chiosa, un esito che scoraggia.

Per Cinalli, il problema non è solo la via e il modo in cui viene tenuta. “Prima ci si teneva ad abbigliarsi per bene, ora sembra che non ci si tenga più” osserva. Probabilmente perché manca la materia prima il denaro. La vocazione artistica di via degli Orefici l’ha sempre portata ad avere spazio per attività sui generis, che altrove era difficile trovare, ma oggi sono proprio quelle attività artigianali e particolari ad andare in crisi, scalfite dalla lotta impari con la perdita del potere d’acquisto e la concorrenza del mercato orientale su piattaforme online che vendono prodotti simili ma a prezzi bassissimi.

Ricorda Cinalli: “Prima era una via allegra, dove c’era piacere di passare”. Ora rischia di diventare una sfilata di vetrine vuote, un simbolo di una crisi che non risparmia neanche le vie più caratteristiche di Ancona.

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