Il centro di smistamento delle poste di Falconara Marittima è al centro di una crisi che sta mettendo a dura prova sia i cittadini che i lavoratori. La Uil Fpc Marche ha sollevato la questione, evidenziando come la carenza cronica di personale stia compromettendo la qualità del servizio di recapito.
Un episodio emblematico è quello di un utente che ha dovuto attendere quasi tre settimane per ricevere la propria corrispondenza, con bollette e comunicazioni importanti consegnate in ritardo. Questo non è un caso isolato, ma il sintomo di un problema più ampio legato alla mancanza di organico e a carichi di lavoro non più sostenibili.
Le assegnazioni giornaliere e i rischi per i lavoratori
Secondo la Uil Fpc Marche le assegnazioni giornaliere di lavoro stanno raggiungendo livelli critici. I portalettere sono costretti a gestire carichi di lavoro che superano abbondantemente le prestazioni previste, con conseguenze negative sia sulla qualità del servizio sia sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
La categoria ha inviato una missiva all’azienda per chiedere un intervento urgente. “Le assegnazioni giornaliere raggiungono livelli non più sostenibili”, ha commentato Michele Spettatori, segretario generale aggiunto della Uil Fpc Marche Dipartimento Poste. “Si segnalano affidi che superano abbondantemente la prestazione prevista, carichi che non solo compromettono la qualità del servizio, ma mettono seriamente a rischio la salute e la sicurezza del lavoratore.”
Le conseguenze per i cittadini e la responsabilità organizzativa
L’Adoc Marche l’associazione degli inquilini della Uil, ha espresso forte preoccupazione per il progressivo peggioramento della qualità dei servizi offerti da Poste Italiane nella regione. Le segnalazioni dei cittadini sono sempre più numerose e riguardano ritardi nella consegna della corrispondenza, uffici postali con personale insufficiente, lunghe code agli sportelli e difficoltà nell’accesso a servizi essenziali.
“Vogliamo chiarire che la responsabilità di questi disservizi non ricade sui lavoratori, che quotidianamente operano con professionalità e spirito di servizio, spesso in condizioni organizzative estremamente difficili”, ha dichiarato l’Adoc Marche. “Portalettere e operatori degli uffici postali sono i primi a subire gli effetti di un’organizzazione del lavoro che, nel tempo, ha ridotto il personale senza adeguare le risorse alle reali esigenze dei territori.”
L’Adoc Marche ha anche criticato la strategia di Poste Italiane, che negli anni ha orientato la propria attività verso il raggiungimento di obiettivi commerciali e di business, ampliando l’offerta di prodotti finanziari, assicurativi e di investimento, spesso a scapito della missione di servizio universale che l’azienda continua a svolgere nei confronti dei cittadini.



