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Frodi informatiche: come sono stati derubati un ingegnere e una donna

Due correntisti sono stati vittime di truffe informatiche che hanno portato alla perdita di migliaia di euro. Scopri come sono avvenuti i raggiri e le indagini in corso.

Frodi informatiche: come sono stati derubati un ingegnere e una donna

Le truffe online continuano a colpire, sfruttando la fiducia delle persone nelle istituzioni finanziarie. Due casi recenti, uno ad Ancona e uno a Cuneo, hanno visto vittime ingenue perdere somme ingenti a causa di messaggi e chiamate fraudolente.

La tecnologia, pur offrendo comodità, può diventare uno strumento nelle mani di malintenzionati. Le truffe informatiche sono in aumento, e le storie di due correntisti ingannati lo dimostrano chiaramente.

Il caso di Senigallia: quasi 6mila euro persi in pochi minuti

Un ingegnere di 34 anni di Senigallia ha perso quasi 6mila euro a causa di un raggiro informatico. Tutto è iniziato con un messaggio SMS ricevuto l’8 maggio 2026, con mittente PosteInfo. Il messaggio avvisava di un’intrusione nel conto e invitava a seguire una procedura urgente.

L’uomo, fidandosi della dicitura ufficiale, ha inserito i suoi dati personali e le password. Poco dopo, ha ricevuto una chiamata da un uomo che si spacciava per un impiegato di Poste Italiane. Il finto impiegato lo ha informato che la sua carta Postepay era stata danneggiata e che doveva sostituirla immediatamente per evitare la perdita dei suoi risparmi.

L’ingegnere ha seguito le istruzioni alla lettera, recandosi allo sportello postale e facendo due ricariche per un totale di 5.570 euro. Durante le operazioni, è rimasto sempre al telefono con il truffatore, che gli ha raccomandato di non parlare con nessuno degli uffici, sostenendo che erano tutti indagati.

Solo nel pomeriggio, quando ha controllato il conto tramite l’app, si è accorto che non aveva più un euro. È tornato di corsa all’ufficio postale per bloccare tutto, ma era troppo tardi. Ha potuto solo sporgere denuncia ai carabinieri, che sono risaliti a un conto corrente di una donna di 52 anni di Palermo, finita a processo per truffa.

Il caso di Cuneo: 2.500 euro svaniti in un attimo

Un altro caso simile è avvenuto a Cuneo, dove una correntista ha perso 2.500 euro a causa di un falso messaggio di Poste Italiane. Il 6 ottobre 2026, la donna ha ricevuto un SMS con un link apparentemente riconducibile a Poste Italiane, che avvisava di un presunto blocco della carta e della necessità di inserire alcuni dati per tutelare i fondi.

Il giorno successivo, la donna ha aperto il link e, seguendo le schermate, ha inserito le sue credenziali di accesso. Al termine dell’operazione, le è stato annunciato un successivo contatto telefonico. La chiamata è arrivata nel pomeriggio: un uomo, con una buona dimestichezza con le procedure bancarie, si è qualificato come appartenente a un servizio antifrode e ha invitato la donna ad agire rapidamente.

Convinta della genuinità dell’operazione, la vittima ha seguito le istruzioni, comunicando codici e dati di un’ulteriore carta di pagamento. Solo dopo si è accorta dell’ammanco di 2.500 euro. La Polizia Postale ha verificato il link utilizzato per il raggiro, scoprendo che il dominio era riconducibile a una società con sede negli Stati Uniti, nell’area di Chicago.

In entrambi i casi, le indagini sono ancora in corso, e le vittime hanno testimoniato in tribunale. Questi episodi mettono in luce l’importanza di essere sempre vigili e di verificare attentamente la provenienza dei messaggi e delle chiamate, soprattutto quando si tratta di operazioni finanziarie.

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