Una serata che avrebbe dovuto essere come tante altre si è trasformata in una tragedia senza ritorno. A Loreto, nella serata del 13 luglio 2026, Luigia Fortunato, una donna di 33 anni originaria di Cerignola, ha perso la vita in un violento scontro con il marito Sami Khemaies, tunisino di 39 anni. La vicenda, che ha scosso profondamente la comunità locale, ha visto l’uomo consegnarsi spontaneamente ai carabinieri, confessando il delitto.
La coppia, pur separata, continuava a vivere sotto lo stesso tetto, cercando di mantenere una parvenza di normalità per il bene del loro figlio. Tuttavia, quella sera, una discussione apparentemente banale è degenerata in una furia cieca, culminata in un gesto irreparabile. Khemaies, assistito dall’avvocato Simone Matraxia, ha dichiarato di aver agito in difesa dopo essere stato aggredito con un coltello dalla moglie. Secondo la sua versione, avrebbe disarmato la donna e, nel tentativo di fermarla, l’avrebbe colpita mortalmente.
Le circostanze del delitto
La tragedia si è consumata nell’abitazione di famiglia a Loreto, dove i due coniugi vivevano con il loro figlio. La lite, nata per questioni legate al centro estivo del bambino, ha rapidamente preso una piega violenta. Khemaies ha sostenuto che la moglie lo avesse offeso e provocato, minacciando di non fargli più vedere il figlio e rinfacciandogli problemi economici. La situazione è precipitata quando la donna ha brandito un coltello, costringendo l’uomo a reagire per difendersi.
Circa dieci minuti prima del delitto, il figlio della coppia è stato portato via dalla nonna materna, che aveva notato la tensione tra i genitori. Questo dettaglio ha evitato che il bambino assistesse alla tragedia. Dopo l’omicidio, Khemaies si è presentato alla caserma dei carabinieri di Porto Recanati, confessando il delitto. È stato immediatamente fermato e trasferito nel carcere di Montacuto ad Ancona, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.
Le reazioni della famiglia
La notizia della morte di Luigia Fortunato ha lasciato un segno profondo nella sua famiglia. Savino Fortunato, il fratello della vittima, ha espresso tutto il suo dolore e la sua incredulità: “Mia sorella era bellissima. Non meritava tutto questo. Ero a Milano per lavoro quando l’ho saputo da mia mamma che mi ha detto ‘è morta, torna a casa’. Non capivo. La cosa più dura è stato comunicarlo a mio padre.”
La madre di Luigia, Luisa, è rimasta profondamente colpita dalla tragedia. Il suo compagno ha raccontato: “Avevano avuto una discussione, un litigio come un altro, una sciocchezza.” La famiglia è in lutto, cercando di fare i conti con una perdita così improvvisa e inaspettata.
Le indagini e le prossime mosse
Le indagini dei carabinieri stanno cercando di fare luce su tutti gli aspetti del caso. Khemaies sarà sottoposto a accertamenti medico-legali per verificare la compatibilità delle sue ferite con la dinamica riferita. In particolare, sarà esaminata una lesione a un dito della mano destra, per stabilire se possa essere compatibile con l’arma che l’uomo sostiene di aver sottratto alla moglie prima dell’omicidio.
Martedì è prevista l’autopsia sulla vittima, che fornirà ulteriori dettagli sulla dinamica dell’omicidio. Gli inquirenti stanno anche esaminando il contesto familiare e le eventuali denunce precedenti, anche se al momento non risultano segnalazioni di violenza domestica. La vicenda, tuttavia, solleva interrogativi sulla gestione delle tensioni familiari e sulla prevenzione di simili tragedie.



