Il Passetto di Ancona è un luogo che vive due realtà distinte: quella diurna, pittoresca e turistica, e quella notturna, più complessa e problematica. Quando il sole tramonta, la famosa passeggiata assume un volto diverso, con situazioni che mettono a dura prova i commercianti e gli operatori locali.
La zona, conosciuta per la sua scalinata e la Pineta, diventa un luogo di aggregazione per gruppi di persone, spesso alterate dall’alcol. Le panchine vengono occupate per la notte, e lungo il Viale della Vittoria si creano assembramenti che generano tensione. I baristi e i gestori dei locali devono fare i conti con situazioni sempre più difficili da gestire.
Episodi di tensione e richieste di sicurezza
Un episodio significativo si è verificato giovedì 11 luglio. Un ragazzo è entrato in un locale chiedendo insistentemente da mangiare. Nonostante le spiegazioni degli operatori, il giovane ha iniziato a inveire e ha rifiutato di uscire. La situazione si è risolta solo con l’intervento forzato del personale.
La tensione è palpabile anche tra i commercianti, che preferiscono rimanere anonimi per paura di ripercussioni. Uno di loro tiene una mazza dietro il bancone, non per aggredire, ma per difendersi. «Non posso sapere chi entra, in quanti e in che condizioni è», spiega. Un precedente grave risale all’11 giugno, quando un uomo è entrato in un bar pretendendo un coltello e strappandosi il braccialetto elettronico dalla caviglia.
L’intervento delle forze dell’ordine
Mercoledì sera, la tensione si è spostata sul Viale della Vittoria. Un giovane ha urinato dietro un autobus, attirando l’attenzione della polizia locale. Intorno agli agenti si è formato un gruppo numeroso di ragazzi, rendendo la situazione difficile da gestire. «Quando arrivano in tanti, cambia tutto. Anche una contestazione banale diventa complessa», raccontano i testimoni.
La richiesta di maggiore presenza delle forze dell’ordine
La preoccupazione principale riguarda il dopo cena. «Finché ci sono famiglie e clienti, la zona è controllata naturalmente. Poi, quando i locali chiudono, il Passetto cambia faccia», spiegano i commercianti. Restano poche attività aperte, qualcuno dorme sulle panchine e lungo il Viale continuano schiamazzi e assembramenti.
La richiesta è chiara: più presìdi, più passaggi serali e una presenza visibile nelle ore in cui il quartiere si svuota. «Non chiediamo pattuglie fisse, ma di non essere lasciati soli. Chi lavora qui affronta persone ubriache, richieste insistenti e situazioni che possono accendersi in pochi secondi», affermano. Il timore di parlare racconta già molto. «La mattina dobbiamo tornare qui, alzare la serranda e ricominciare. Non possiamo permetterci di diventare bersagli».



